NAZISMO (continua)
Mondoraro.com, 29 lug 09
Henny Schermann, una lesbica vittima del Nazismo
Henny
Schermann (Francoforte sul Meno, 19 febbraio 1912 – Bernburg, 1942) fu una
lesbica di origini ebraiche internata nei campi di concentramento nazisti
durante l’Olocausto.
Henny Schermann fu la prima di tre figlie di una coppia ebrea; il padre era un
emigrante russo, la madre tedesca. Dopo la presa del potere del partito
nazionalsocialista nel 1933 tutte le ebree furono costrette, per un decreto di
legge, ad apporre il nome Sara dopo il nome originale, come infamante marchio di
appartenenza alla “razza” ebraica. Nonostante questo la Schermann, di
professione commessa, si rifiutò di utilizzare il secondo nome e continuò a
frequentare i locali omosessuali illegali di Francoforte.
Nel marzo del 1940, la Schermann venne arrestata ed internata presso il campo di
concentramento femminile di Ravensbrück, dove, sul dorso della foto segnaletica
il medico eugenista Friedrich Mennecke scrisse:
« Jenny Sara Schermann, nata il 19 febbraio 1912 a Francoforte, non coniugata,
commessa di negozio. Lesbica compulsiva frequentatrice di bar omosessuali non ha
adottato il nome Sara. Apolide ebrea. »
Dopo due anni trascorsi in campo di concentramento la Schermann venne inviata
presso l’ ospedale psichiatrico di Bernburg, nei pressi di Magdeburgo,
specializzato nell’eliminazione di elementi “asociali” dove venne uccisa in una
camera a gas.
La Schermann venne indubbiamente uccisa perché ebrea, ma i dati riportati sulla
foto segnaletica, l’interesse diretto del medico eugenista del campo di
Ravensbrück e l’invio presso l’ospedale psichiatrico di Bernburg, mostrano come
le autorità perseguissero un’attenta repressione sull’omosessualità femminile,
colpevole, secondo l’ideologia nazista, di abbassare i tassi di natalità del
Reich e indebolire la “razza padrona”
Non concordo molto con questa analisi, se pur mi
complimento per lo studio: la persecuzione delle lesbiche durante il nazismo è
limitata a pochi casi, non sistematica come per gli omosessuali tedeschi (nel
senso di pangermanesimo). In genere verso le lesbiche "riconosciute" era usata
cruda violenza, anche sessuale, ma non parlerei di un' "attenta repressione"
(l'articolo 175, ad esempio, era rivolto ai soli maschi).
Giustamente è sottolineata l'eliminazione della Schermann in quanto ebrea e non
in quanto lesbica.
Ciò non sminuisce - si intende - le responsabilità del nazismo, ma una
persecuzione delle le lesbiche organizzata mi appare una forzatura (Enrico
Oliari).