ISLAM (continua)
TUNISIA
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- Il Corriere di Romagna, 26 ott 05: E' gay, espulsione da annullare.
Il Corriere di Romagna, 26 ott 05
E' gay, espulsione da annullare
In Tunisia rischierebbe una pena di tre anni di carcere
Forlì - In patria rischierebbe una pena di tre anni
di carcere per la sua condizione. Per questo il suo avvocato ha fatto ricorso
contro l'espulsione sancita dal Prefetto di Forlì-Cesena per aver violato la
legge sull'immigrazione.
La sua "colpa" sarebbe quella di essere omosessuale. Se ne era andato dalla
Tunisia circa 15 anni fa perchè dopo che la sua condizione si era palesata,
aveva subìto aggressioni fisiche e psicologiche da parte di familiari, amici e
connazionali.
A Forlì aveva vissuto un periodo di legalità, prima di essere espulso una prima
volta nel 1998 e di essere rimasto in clandestinità. L'avvocato Francesco
Minutillo, difensore dell'uomo, un 44enne senza fissa dimora e lavoratore "in
nero", ha presentato ricorso al giudice di pace contro il decreto di espulsione,
emesso per la violazione della legge sulla presenza sul territorio italiano.
Minutillo fa leva nella sua richiesta proprio sull'articolo 335 del Codice
penale tunisino che punisce con il carcere fino a tre anni chi pratichi
l'omosessualità.
Rispedire l'uomo in Tunisia equivarrebbe a violare l'articolo 19 del decreto
legislativo 286 del 1998 che recita come "in nessun caso può disporsi
l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere
oggetto di persecuzione per motivi di razza, sesso, di lingua, di cittadinanza,
di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero
possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia
protetto dalla persecuzione".
Inoltre è evidenziato il fatto che il provvedimento non è stato tradotto in una
lingua conosciuta dalla straniero, ma in francese, lasciando capire che non
tutto è stato chiaro per il 44enne extracomunitario "perchè non è stato
possibile reperire alcun interprete di lingua conosciuta dalla persona
straniera. Con questa duplice motivazione Francesco Minutillo, in rappresentanza
del tunisino, chiede al giudice di pace di annullare il decreto emesso dal
Prefetto, di dichiarare che il suo assistito rientra tra le persone "soggette"
alle condizioni dell'articolo 19 del Testo Unico, o in caso di mancato
accoglimento delle richieste, di limitare il divieto di ritorno in Italia, dove
l'uomo vive con il fratello che ha aperto di un'impresa edile, a 5 anni.