Status rifugiato (continua)
Ansa, 28 ago 07
Commissariato Onu: 40 rifugiati omosessuali in 2 anni in Italia
ROMA - In poco più di due anni in Italia sono 40 le
persone omosessuali provenienti da vari paesi (Algeria, Marocco, Colombia) che
hanno ottenuto lo status di rifugiato o un permesso umanitario per sfuggire alla
persecuzione per orientamento sessuale. A rilevarlo è Laura Boldrini, portavoce
dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati(Unhcr) in riferimento alla vicenda
di Pegah Emamabakhsh, la donna iraniana condannata a morte nel suo paese perché
lesbica. "Abbiamo accolto molto positivamente l'interessamento dell'Italia al
caso di Pegah - aggiunge - perché è giusto evitare un'espulsione che sottoponga
la donna a pericoli seri". "La facoltà di ottenere lo status di rifugiato per
chi è perseguitato per il suo orientamento sessuale è prevista dalla Convenzione
di Ginevra del 1951 - ricorda Laura Boldrini - che tra i motivi di persecuzione,
oltre alle idee politiche, la razza, la nazionalità, la religione, mette anche
l'appartenenza a un gruppo sociale".
"Lo stesso - aggiunge - è previsto da alcune direttive Ue e dalle linee guida
della commissione nazionale per il diritto d'asilo del Viminale che recepisce
l'interpretazione dell'Unhcr sulla persecuzione per motivi di genere". Una
persecuzione che viene riconosciuta, dice ancora Laura Boldrini "non solo in
presenza di condanne penali ma anche di discriminazioni tali da rendere la vita
intollerabile". "In caso di rischio vero - ribadisce la portavoce dell'Unhcr - è
altamente raccomandabile evitare il respingimento di una persona perseguitata".
Dunque ciò che ci si aspetta dalla Gran Bretagna ora è: "il riesame del caso
sulla base della pubblicità che la storia di questa donna ha avuto, che crea
nuovi elementi di pericolo per lei in patria e la rende ancor più bisognosa di
protezione, o la sospensione dell'espulsione e la concessione di un permesso
umanitario". Se tutto ciò non avvenisse, un altro paese europeo, dunque anche
l'Italia, in base al regolamento 'Dublino 2' potrebbe intervenire contro il
trasferimento della donna in Iran. "Questo regolamento - spiega Boldrini -
prevede la facoltà per gli Stati di fare 'opt in', assumersi cioé la
responsabilità di un caso specifico anche senza averne diretta competenza. Nel
caso di Pegah infatti la competenza è della Gran Bretagna perché è lì che è
stata presentata domanda di asilo". "E' sufficiente che l'Italia si dichiari
disposta ad esaminare la concessione del diritto di asilo e - conclude Laura
Boldrini - che la Gran Bretagna conceda il trasferimento della donna nel nostro
Paese".