Status rifugiato (continua)
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- Cassazione, può restare in Italia gay perseguitato nel suo paese - 20 gen 08
- Concesso permesso di soggiorno per scopi umanitari a omosessuale cubano - 23 ago 07
APCom, 18 gen 08
CASSAZIONE, PUO' RESTARE IN ITALIA GAY PERSEGUITATO NEL SUO PAESE
Anche se espulso, ma solo se l'omosessualità nel suo Stato è reato
Roma, 18 gen. - La Cassazione spezza una lancia in favore dei diritti dei
gay: gli extracomunitari espulsi e, nonostante questo, rimasti in Italia,
non sono punibili penalmente a patto che nel loro paese l'omosessualità sia
un reato e non "soltanto la manifestazione esteriore di impudicizia
sessuale".
E' quanto si evince dalla sentenza n. 2907 depositata oggi dalla prima
sezione penale della Suprema Corte.
E' il caso di un marocchino che non aveva ottemperato all'ordine di
allontanamento disposto dal questore perché, aveva detto, aveva paura di
essere perseguitato nel suo paese a causa della sua omosessualità. Poi,
aveva avuto guai con la giustizia in quanto aveva violato l'articolo 14
della Bossi-Fini rimanendo in Italia. Il Tribunale di Modena aveva deciso di
assolverlo perché, aveva spiegato, "attese la condizione di omosessualità
dell'imputato e la possibilità di essere perseguitato nel proprio paese -
Marocco - avendo riguardo alla legislazione ivi vigente, sussistesse un
giustificato motivo dell'inosservanza addebitata allo straniero".
Contro questa decisione ha fatto ricorso ai giudici del Palazzaccio la
Procura di Bologna ottenendo una riapertura del caso (ricorso accolto con
rinvio) per due motivi: i giudici emiliani, a parere del collegio di
legittimità, non avevano accertato che il 35enne straniero fosse, non
soltanto nato in Marocco, ma avesse la cittadinanza marocchina a tutti gli
effetti. Non solo. Poi avrebbero dovuto accertarsi che in quello Stato
l'omosessualità è un vero e proprio reato e comporta "il rischio di una
grave persecuzione".
Insomma, l'ordine di allontanamento del questore è inesigibile se "lo
straniero sia cittadino del Marocco di guisa che, come tale, ed in ragione
della propria appartenenza a comunità sociale e familiare, egli potrebbe
fare ritorno soltanto in quel paese; che alla stregua della previsione del
Codice penale di detto paese sia penalmente sanzionata proprio
l'omosessualità come pratica personale e non soltanto la manifestazione
esteriore di impudicizia sessuale".
Insomma ora la Corte di Bologna dovrà valutare tutti questi elementi prima
di decidere se giustificare o meno la violazione posta in essere al
marocchino che, incurante dell'ordine del questore, è rimasto in Italia.
CONCESSO IL PERMESSO DI SOGGIORNO PER PROTEZIONE UMANITARIA A GIOVANE OMOSESSUALE CUBANO
Brescia, 23 Agosto 2007
Apprendiamo con soddisfazione che questa mattina l'ufficio immigrazione della Questura di Brescia ha rilasciato un permesso di soggiorno per protezione umanitaria a Leonel Suarez Ruiz, ragazzo cubano di 27 anni che aveva chiesto la possibilità di soggiornare nel nostro paese a causa del clima di pesante omofobia in cui era costretto a vivere in patria.
La sua condizione di omosessuale costituisce infatti un motivo di forte discriminazione, tanto da configurarsi come un “rischio per l'incolumità del richiedente in caso di rimpatrio”. Nonostante le annunciate riforme legislative, la società cubana continua ad essere fortemente discriminatoria nei confronti di gay, lesbiche e transgender impedendone di fatto la libertà di vita e di espressione.
La decisione favorevole è giunta da parte della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato di Gorizia che ha accolto l'istanza di protezione umanitaria (così come disciplinato dall'art. 6 del D.Lvo 286/98) presentato tramite la Questura di Brescia-Ufficio Asilo politico.
Orlando, Comitato provinciale Arcigay di Brescia desidera ringraziare l'ufficio Asilo politico della Questura di Brescia per la professionalità e la competenza giuridico amministrativa del personale che ha seguito l'iter procedurale dell'istanza. Leonel e noi abbiamo avuto modo di apprezzare una burocrazia non distaccata e sensibile, che ha saputo ascoltare ed accogliere le motivazioni che impedivano il rientro nel proprio paese natale del cittadino straniero.
Un ringraziamento anche allo Sportello rifugiati e richiedenti asilo del Comune di Brescia per aver interessato e coinvolto la nostra Associazione.
Questo gesto di civiltà consentirà a Leonel di vivere in libertà il suo orientamento sessuale e trovare quella serenità di vita che gli sarebbe impossibile in patria.
Ci auguriamo che per molti altri uomini e donne, perseguitati in patria a causa dell'orientamento sessuale e l'identità di genere, l'Italia possa essere un paese dove ritrovare speranza e incontrare accoglienza.
Luca Trentini
Presidente di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia