PAGINA WEB DI ENRICO OLIARI

Dal mondo (continua)

 

KENIA

 

 

Codice penale, art. 162

 

Una persona che
(A), ha conoscenza carnale di altri contro l'ordine della natura, o
(B), ha conoscenza carnale di un animale; o si rende colpevole di un reato (contro natura), è passibile di reclusione per quattordici anni;
nel caso del paragrafo (a), l'autore del reato è passibile di reclusione per venti anni, se
(I) il reato è stato commesso senza il consenso della persona conosciuta carnalmente; o
(II) il reato è stato commesso con il consenso della persona in questione, ma il consenso è stato ottenuto con la forza o per mezzo di minacce o intimidazioni di qualunque tipo, o per paura di danni corporali, o per mezzo di false dichiarazioni in merito alla natura dell'atto.
 

163. Chi tenta di commettere uno qualsiasi dei reati specificati nella sezione 162 è colpevole di reato, ed è passibile di reclusione per sette anni.
 

165. Chi, maschio, in pubblico o privato, si prodiga in un atto di indecenza con un'altra persona di sesso maschile, o fa in modo che un altro maschio commetta un qualsiasi atto di grave indecenza con lui, o tenti di procurarsi la compartecipazione per un qualsiasi atto da un altro maschio verso se stesso o verso un'altra persona di sesso maschile, sia in pubblico o privato, è colpevole di un crimine, ed è passibile di reclusione per un periodo di cinque anni.

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Apcom, 28 nov 10

 

Il premier keniano: Gli omosessuali meritano di essere arrestati


Odinga: Comportamento che non può essere tollerato

Nairobi - Gli omosessuali "meritano di essere arrestati". Lo ha dichiarato il primo ministro keniota Raila Odinga nel corso di una manifestazione nella bidonville di Kibera a Nairobi. "Gli uomini trovati in piena attività sessuale con altri uomini devono essere arrestati. Allo stesso modo le donne trovate con altre donne in atteggiamenti equivoci", ha affermato Odinga. "Questi comportamenti non possono essere tollerati nel nostro Paese e non lo saranno: gli uomini e le donne che si dedicheranno ad attività vietate saranno arrestati", ha aggiunto. Odinga, che è anche deputato in parlamento, ha affermato che una recente statistica mette in rilievo come la popolazione keniota sia ugualmente ripartita tra uomini e donne e che di conseguenza "non c'è motivo che ci sia l'omosessualità". Nell'agosto scorso, il Kenya ha adottato una nuova costituzione presentata dal primo ministro e dal presidente Mwai Kibaki. Alcuni oppositori alla costituzione keniota hanno affermato che la nuova carta conteneva articoli che potevano far pensare che i matrimoni omosessuali e l'aborto fossero tollerati, ma Odinga ha respinto questa interpretazione. "Sono solo menzogne dei dirigenti per diffondere la confusione tra la popolazione e boicottare la nuova costituzione. Non è scritto da nessuna parte che i matrimoni omosessuali sono legali in Kenya", ha spiegato.

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Peacereporter.net, 15 giu 11

Kenya, chiesta la condanna a morte per i gay

Mobilitazione dei leader musulmani nel Paese, che sollecitano anche il boicottaggio delle attività imprenditoriali gestite da omosessuali

“Non devono essere accettati nella società”. Con queste parole i leader musulmani in Kenya hanno chiesto al governo locale di introdurre la pena di morte per gli omosessuali, e hanno preteso che vengano boicottate le loro attività imprenditoriali.
In un’intervista al Daily Nation, Sheikh Mohammed Khalifa – membro del Consiglio di Imam e sacerdoti del Kenya – ha dichiarato senza indugi che “la morte è l’unica punizione prescritta dall’Islam per queste persone, come avviene in Cina e Iran”. Secondo il leader islamico, i crimini che avvengono in Kenya sono causati dal “comportamento di questi kenyoti che non sono pronti al cambiamento”.
“Stiamo chiedendo ai kenyoti – ha spiegato Sheikh Mohammed Khalifa nel corso di un workshop anti-omosessuale – di evitare le attività commerciali gestite da queste persone e di mostrare loro un’aperta discriminazione per costringerli a smetterla di commettere simili atti”. A questo incontro hanno presenziato oltre centocinquanta insegnanti, appartenenti alle scuole coraniche locali.
 


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