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ISLAM (continua)

 

IRAN
 

In questa pagina:

- Aki, 1 ago 07: Iran, sette persone impiccate

- Ansa, 6 dic 07: Iran, impiccato 20enne per presunte violenze commesse quando aveva 17 anni

- Babilonia, 5 ott 07: Sodomia, un uomo impiccato in Iran e due condannati a settemila frustate in Arabia

- APC, 26 lug 07: La Francia critica l'esecuzione di 12 omosessuali iraniani

- Ansa, 21 nov 05: Tre uomini impiccati per violenza su un giovane

- Ansa, 18 ott 06: Olanda. i gay iraniani possono ottenere asilo


Aki, 1 ago 07

 

IRAN. SETTE PERSONE IMPICCATE


L'omosessualità tra i reati che meritano la pena di morte

Teheran, 1 ago. - Sette persone sono state impiccate a Mashad, la capitale della provincia di Khorassan, nel nord-est dell'Iran. Varie altre, tra cui due giornalisti curdi, sono in attesa di esecuzione. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna. Secondo quanto affermato da un portavoce della polizia all'agenzia, i sette impiccati erano stati condannati per stupro, sequestro di persona e rapina, e sono stati giustiziati in due gruppi.
Secondo l'Irna, domani sarà impiccato a Teheran un uomo accusato di aver assassinato un giudice. Il procuratore capo della capitale iraniana, Saaid Mortazavi, ha affermato che la scorsa settimana sono stati giustiziati 16 criminali, altri 17 sono stati condannati a morte e sono in attesa di essere impiccati.
In attesa di esecuzione sono anche i due giornalisti curdi Adnan Hassanpour e Abdolvadeh Botimar, di cui si è già occupata la stampa internazionale. I due sono accusati di 'moharebeh', formula generica con cui si indicano i reati commessi dai 'nemici di Allah'. Nella repubblica Islamica, questa accusa comprende un lungo elenco di delitti, che vanno dall'omosessualità allo spionaggio. I due cronisti sono accusati di contatti con media d'opposizione stranieri e iraniani.


 

Ansa, 6 dic 07

 

IRAN. GAY IMPICCATO PER PRESUNTE VIOLENZA RISALENTE A QUANDO AVEVA 17 ANNI


Arrestato per sodomia solo lo scorso anno, quindi sei anni dopo i reati contestati


di Alberto Zanconato

TEHERAN, 6 DIC - Non e' bastato il ritiro della denuncia delle presunte parti lese, non e' bastata la sospensione dell'esecuzione decretata dal capo della magistratura, non e' bastata la mobilitazione internazionale per cercare di salvarlo: Makwan Muludzadeh, un ragazzo gay di 20 anni, e' stato impiccato in Iran con l'accusa di violenza sessuale su tre ragazzini quando aveva 13 anni.
Makwan, che era stato arrestato solo lo scorso anno, quindi sei anni dopo i reati contestati, e' salito sul patibolo ieri mattina nel carcere di Kermanshah, nell'ovest dell'Iran.
Un'esecuzione frettolosa, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Etemad Melli. La famiglia e' stata avvertita un'ora dopo il decesso perche' andasse a prelevare il corpo. E all'impiccagione non era presente nemmeno il suo avvocato, Said Eqbali.
Secondo testimoni, dopo essere stato arrestato nella cittadina dove risiedeva, Paveh, Makwan era stato umiliato venendo portato in giro per le strade sopra un asino.
La 'sodomia' e' uno dei reati per i quali nella Repubblica islamica e' prevista la pena di morte. Un termine che si presta ad ambiguita', poiche' non vi e' discriminante tra la violenza carnale e gli atti consensuali. Diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani, tuttavia, come Human Rights Watch, che ha reso noto il caso di Makwan, hanno denunciato le esecuzioni di giovani condannati solo perche' omosessuali.
La condanna a morte, inoltre, e' applicata in Iran anche nei confronti di minorenni, o di persone che erano minorenni all'epoca dei reati contestati. E questo e' il caso di Makwan.
Lo scorso agosto anche il ministero degli Esteri italiano aveva manifestato preoccupazione a Teheran per il fatto che l'omosessualita' figurasse tra i capi d'accusa contro alcuni dei molti impiccati, anche in pubblico, nei mesi passati.
Successivamente una mobilitazione si era avuta in Italia in favore di Pegah Emambakhsh, una iraniana quarantenne che rischiava di essere espulsa come clandestina dalla Gran Bretagna e che affermava di rischiare la condanna a morte se fosse tornata in Iran, in quanto lesbica.
Ma il presidente Mahmud Ahmadinejad ha negato che nella Repubblica islamica esistano omosessuali. Per cercare di salvare la vita di Makwan si era mobilitata nei giorni scorsi in Italia anche l'organizzazione Gruppo Everyone. Ma tutto e' stato inutile. Il 15 novembre scorso il capo dell'apparato giudiziario, l'ayatollah conservatore moderato Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva sospeso l'esecuzione di Makwan chiedendo un nuovo giudizio. Ma l'impiccagione e' avvenuta comunque, in modo evidentemente affrettato. L'esecuzione infatti, che doveva aver luogo nel Parco Shahid Kazemi di Paveh, dove il giovane avrebbe commesso gli atti contestati, e' avvenuta nel cortile del carcere di Kermanshah.
''Mi avevano detto - ha sottolineato l'avvocato Eqbali - che il riesame del caso avrebbe richiesto due mesi. Invece Makwan e' stato impiccato dopo nemmeno un mese''.
Il sospetto e' che qualcuno abbia voluto vanificare l'intervento dell'ayatollah Shahrudi, che in passato aveva sospeso anche le esecuzioni di altri condannati minorenni e di Kobra Rahmanpur, una ragazza condannata a morte per avere ucciso la suocera dopo anni di soprusi. Se cio' trovasse conferma, sarebbe plausibile pensare che anche il campo giudiziario e' diventato terreno di scontro tra le diverse anime del regime.

 


Babilonia, 5 ott 07

 

di Christian Poccia

 

Sodomia, un uomo impiccato in Iran e due condannati a settemila frustate in Arabia


E’ stato impiccato in piazza davanti a una folla numerosa a Sahneh, città nel nord dell’Iran.
Secondo quanto riportato dal quotidiano “Jomhuri Eslami”, un uomo è stato giustiziato due giorni fa perché accusato di «sodomia, costituzione di una banda per la corruzione (ovvero “sesso immorale”), consumo di alcol, rissa e omicidio».
Nelle stesse ore dall’Arabia Saudita giunge la notizia di due cittadini accusati di omosessualità dovranno scontare una pena di settemila frustate. A rendere pubblica la vicenda è stato ieri il quotidiano locale “Okaz”.
Sia in Iran che in Arabia Saudita vige la legge della Sharia, per la quale l’omosessualità è reato punibile con la tortura e la morte.


 

APC, 26 lug 07

 

La Francia critica l'esecuzione di 12 omosessuali iraniani


Il ministero degli Esteri comunica la sua "preoccupazione"

Parigi, 26 lug. - Il ministero degli affari esteri francese ha convocato stamani il capo delle relazioni esterne dell'ambasciata iraniana a Parigi, per metterlo a parte dell'"estrema preoccupazione" della Francia per l'esecuzione, lo scorso 22 luglio in Iran, di 12 uomini iraniani ritenuti omosessuali.
Lo rende noto lo stesso ministero in un comunicato.
"La Francia, che, alla pari di tutti i suoi partner europei, si oppone alla pena di morte in tutte le circostanze e in tutti i luoghi, condanna" queste esecuzioni a morte, si legge nel comunicato ufficiale, in cui il governo francese si dichiara particolarmente preoccupato del fatto che un ufficiale iraniano aveva reso noto, lo scorso 10 luglio, prima che venisse pronunciata la sentenza, l'orientamento sessuale dei condannati, poi inserito nei capi d'accusa.
Le organizzazioni in difesa dei diritti degli omosessuali avevano rimproverato alla Francia il suo mutismo sulla questione.
Parigi, per parte sua, replica di aver dichiarato ad al diplomatico iraniano la sua "opposizione alla pena di morte in tutte le circostanze" e il "suo impegno in favore dell'abolizione universale" e il suo "interesse al rispetto per le autorità iraniane per la moratoria del 2002 sulle lapidazioni" aggiungendo il suo appello affinchè "le altre condanne alla lapidazione non vengano eseguite".
 


Ansa, 21 nov 5

 

Tre uomini impiccati per violenza su un giovane

 

Teheran, 21 Nov - Tre uomini sono stati impiccati in Iran per avere rapito e violentato un ragazzo di 19 anni, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Sharq.
Il giornale precisa che le esecuzioni sono avvenute nel carcere di Kermanshah, nell'ovest del Paese. I tre condannati si chiamavano Younes, Hossein e Ruhollah, ma non sono stati pubblicati i loro cognomi.
Secondo l'accusa, i tre avevano fatto salire il ragazzo su un'automobile, il cui conducente si era finto un tassista abusivo, lo avevano portato in un'area isolata e lo avevano violentato.
Soltanto otto giorni fa due giovani erano stati impiccati sulla pubblica piazza in un'altra città iraniana, Gorgan, dopo essere stati condannati a morte per relazioni omosessuali, violenza carnale e sequestro di persona.
Nel luglio scorso due giovanissimi erano saliti sul patibolo per un'altra esecuzione in pubblico a Mashhad, nell'est del Paese, perchè riconosciuti colpevoli di avere violentato un ragazzo di 13 anni. L'avvocato di uno di loro aveva detto che si trattava di minorenni, mentre la magistratura aveva invece affermato che avevano 18 e 20 anni, almeno al momento dell'esecuzione.
In Italia e in altri Paesi occidentali il fatto aveva suscitato dure proteste, anche perchè alcune organizzazioni per i diritti umani avevano sostenuto che i due erano stati condannati a morte solo perchè omosessuali, e che la violenza sul ragazzo non era mai avvenuta. (ANSA).


Ansa, 18 ott 06

 

Olanda. i gay iraniani possono ottenere asilo


Retromarcia del ministro Rita Verdonk

BRUXELLES, 18 OTT - Gli omosessuali iraniani che hanno chiesto asilo in Olanda potranno rimanere nel paese: lo ha reso noto il controverso ministro dell'immigrazione, Rita Verdonk, che ha così fatto retromarcia rispetto alle sue prese di posizione degli ultimi mesi.
La signora Verdonk ha oggi informato ufficialmente il Parlamento, sostenendo che la sua decisione è dovuta a "ragioni umanitarie".
Nel marzo scorso, il ministro aveva sottolineato che intendeva rimpatriare sei omosessuali di Teheran che avevano chiesto asilo ai Paesi bassi, precisando che in Iran la loro vita non era in pericolo per il loro orientamento sessuale.
Nel motivare la decisione di andare avanti con le misure di espulsione, Verdonk - soprannominata 'Iron Rità per le sue battaglie contro gli immigrati clandestini - ha spiegato di avere ricevuto assicurazioni in merito dal governo di Teheran.
La decisione di Verdonk aveva fatto infuriare le organizzazioni di difesa dei diritti umani, oltre che numerosi parlamentari, alcuni dei quali dello stesso partito del ministro, i liberali della Vvd. (ANSA).


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