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- Panorama, 2 dic 08: L’Iran manterrà la pena di morte per i gay: “Lo vuole la sharia”
Panorama, 2 dic 08
L’Iran manterrà la pena di morte per i gay: “Lo
vuole la sharia”
L’Iran manterrà la pena di morte per i gay, in base alla legge islamica, anche
se fosse approvato dall’Onu un documento della Ue sulla depenalizzazione
dell’omosessualità nel mondo, contro il quale si è espresso ieri il Vaticano. Lo
ha detto oggi all’ANSA Mohammad-Taqi Rahbar, della commissione Giustizia del
Parlamento iraniano. ‘’In base alla sharia (legge islamica, ndr) e alle leggi
divine, in Iran l’omosessualità è considerata odiosa e inaccettabile - ha
affermato Rahbar, che appartiene all’ala fondamentalista maggioritaria - Gli
stranieri possono dire quello che vogliono, ma noi continueremo sulla nostra
strada, perché quello che facciamo serve a prevenire la corruzione'’. Inoltre,
ha aggiunto il membro della commissione Giustizia, ‘’le leggi islamiche
garantiscono tutti i diritti'’.
Ieri, in un’intervista all’agenzia francofona I.Media, monsignor Celestino
Migliore, rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ha
espresso la contrarietà del Vaticano alla proposta di depenalizzazione che la
Francia si appresta a presentare a nome dei Paesi della Ue. ‘’Anche se
ratificheranno la depenalizzazione - dice da parte sua Rahbar - non potranno
imporla, perché ciascun Paese ha le sue leggi, diritti e linee rosse'’.
Lo scorso anno, rispondendo alla domanda di uno studente sulla pena di morte per
i gay durante un dibattito alla Columbia University di New York, il presidente
Mahmud Ahmadinejad affermo’ che ‘’in Iran non esistono omosessuali'’,
attirandosi reazioni di protesta e ilarita’.
Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l’omosessualità è ancora
considerata reato in una novantina di Paesi, e in alcuni, come in Iran, è punita
appunto con la morte. Un caso che ha scosso le coscienze a livello
internazionale è stato quello di Makwan Muludzadeh, un ragazzo gay di 20 anni
impiccato lo scorso anno nel nord-ovest dell’Iran perché riconosciuto colpevole
di ’sodomia’ quando aveva 13 anni. In Iran, infatti, anche i minorenni possono
essere condannati a morte. Makwan, secondo i giudici, aveva compiuto violenze
sessuali su altri tre ragazzini. Ma alcune organizzazioni per la difesa dei
diritti dei gay hanno parlato di altre esecuzioni in cui i condannati erano
stati riconosciuti colpevoli di rapporti consenzienti.
Secondo Rahbar, questi casi ‘’sono rarissimi, perché il sistema giudiziario
(iraniano) ha imposto una serie di limitazioni, che rendono anche difficile
provare il reato, come quella in base alla quale il rapporto sessuale deve
essere confermato da quattro testimoni attendibili'’. E comunque, aggiunge, le
dichiarazioni e convenzioni internazionali non possono essere imposte ai Paesi.
‘’E’ il caso - sottolinea Rahbar - della Convenzione internazionale per i
diritti delle donne, adottata da molti Paesi, compresi alcuni islamici, ma non
da noi, perché vi sono alcune parti che non accettiamo'’.