ISLAM (continua)
INDIA
In questa pagina:
- Protesta contro la Sezione 377
- Locali omosessuali nelle principali città
Traduzione di Massimo Consoli
17 agosto 2005.
Art. 377 del Codice Penale Indiano:
"Chiunque, volontariamente, abbia un rapporto carnale contro l'ordine della
natura con un uomo, una donna o un animale, sarà punito con [la prigione a vita]
o per un periodo che può arrivare a dieci anni, e dovrà anche pagare una multa".
Ieri, 16 agosto 2005, ha avuto luogo qualcosa di speciale a Flora Fountain,
Mumbai (India). Alcune organizzazioni che si occupano dei diritti umani, dei
problemi della salute e della libertà delle persone glbt si sono riunite per
manifestare la loro opposizione alla Sezione 377 del Codice Penale
Indiano, una legge che continua ad interferire con le nostre vite in mille modi,
diretti e indiretti.
L'incontro è collegato ad una campagna nazionale per la raccolta di un milione
di firme contro la Sezione 377 del CPI. Nel chiedere una modifica di
questa legge ci preme sottolineare che la nostra lotta che mira ad eliminare il
controllo della sessualità, riguarda la giustizia sociale ed e' legata
alla lotta per i diritti delle donne, contro il fondamentalismo ed a favore
della nostra visione di un mondo piu' giusto, dove chiunque abbia la libertà di
essere diverso e di continuare ad essere trattato come un eguale.
Ogni norma che genera intolleranza e ignoranza non ha posto in una società
orgogliosa della sua diversità e dei suoi ideali democratici. Fin quando la
legge supporterà l'idea che gli omosessuali sono dei criminali, assicurerà la
continuazione delle violenze, dei ricatti, degli interventi
medici immorali, della stigmatizzazione e della discriminazione, oltre ad
ostacolare la prevenzione dell'hiv e dell'aids.
La Corte Suprema sta per prendere una decisione importante collegata ad un
procedimento cominciato dal Naz Foundation Trust nel 2001.
Se volete dare il vostro contributo a questa lotta, potete sottoscrivere la
nostra protesta contro la Sezione 377 del Codice Penale Indiano al seguente
indirizzo:
www.gaybombay.org
Ansa, 15 set 05
India: locali per omosessuali nelle principali città
Il timido inizio di una rivoluzione dei costumi
New Delhi - Sotto le luci sfolgoranti di una
discoteca uomini ballano abbracciati ad altri uomini, senza vergognarsene,
sorseggiando un drink. Un'immagine questa solo fino a qualche anno fa
impensabile per l'India, ma che sta lentamente diventando più familiare, in
particolar modo nelle grandi città.
A Delhi e Mumbai (ex Bombay), ma soprattutto a Calcutta, sono nati alcuni locali
dedicati alla comunità omosessuale, soprattutto maschile. Si tratta per lo più
di club e discoteche: "E' il luogo migliore per rilassarsi col proprio compagno
dopo una dura giornata di lavoro - racconta Achinta Vaidya, un omosessuale
indiano di mezza età - per stare insieme senza problemi e senza essere
giudicati".
E' una battaglia ancora molto dura da combattere: per il sistema legale indiano,
infatti, in base a una legge emanata nel 1861 durante il periodo del
colonialismo britannico, l'omosessualità è un crimine. "Stiamo cercando di
decriminalizzare l'omosessualità dichiara Anjali Gopalan, portavoce di un gruppo
che si batte per la tutela dei diritti dei gay lo Stato non dovrebbe interferire
nelle preferenze di due adulti consenzienti"
Effettivamente, per quanto a rilento, sembra che qualcosa si stia muovendo:
nello scorso aprile la Corte Suprema ha chiesto al Governo centrale di New Delhi
di spiegare perchè la vecchia legge britannica che vieta l'omosessualità non può
essere abrogata. Secondo la norma del 1861 l'omosessualità è una offesa al
pudore ed è punibile con una pena che può arrivare anche fino a dieci anni di
carcere. Sono dozzine i gay arrestati, in esecuzione di quella legge, ogni anno,
anche se poi la maggior parte di essi viene rilasciata a breve per mancanza di
prove.
I gruppi che cercano di tutelare le ragioni dei gay stanno ora portando una
nuova importante argomentazione a supporto della loro tesi: la lotta all'Aids.
In India infatti ci sarebbero almeno 40-50 milioni di omosessuali a rischio
Aids. Essendo l'omosessualità un reato, sono poche le coppie gay che si recano
nelle strutture sanitarie per cercare informazioni sulla malattia e per fare le
necessarie analisi. Nella maggior parte dei casi, infatti, farlo significherebbe
dover uscire allo scoperto, rendere pubblica la loro condizione, con tutte le
conseguenze del caso.
Le autorità sanitarie stanno cominciando a tenere conto della difficile
situazione e stanno appoggiando in diverse parti del Paese le campagne dei
gruppi che promuovono i diritti di gay e lesbiche. Anche la National Aids
Control Organisation (Naco) sta appoggiando questa tendenza. L'India è
attualmente il secondo Paese al mondo per numero di contagiati subito dopo il
Sudafrica (con oltre cinque milioni di malati). Intanto, nel segno del
cambiamento sociale, a Calcutta, ogni anno gay e lesbiche si riuniscono per una
coloratissima parata, sotto gli occhi della polizia.
"L'omosessualità in India è ancora una zona grigia dice Sanjeev Mitra, un
attivista ma ora è venuta l'ora di cambiare questo stato di cose".