Dal mondo (continua)
BANGLADESH

Codice penale, art. 377
Chiunque volontariamente abbia relazioni carnali contro l’ordine della natura con uomo, donna o animale, dovrà essere punito con l’ergastolo o con la prigione, o altra punizione, per un tempo di 10 anni, e sottoposto a multa;
L'Unità, 16 gen 09
Il doppio esilio di Sendabad
È bengalese. E' gay. Ha avuto il diritto d’asilo in Italia perché nel suo paese
l’omosessualità è un reato. da L'unità del 15 gennaio 2009. Sendabad era
riuscito a non farsi scoprire. Aveva occultato sguardi,entusiasmi, sorrisi.
Appuntamenti. Un errore e sarebbe finito in prigione avita. A 28 anni la
famiglia gli impone la sposa. Lui non la conosce. Non può rifiutare, è la
tradizione. Non può dire di essere gay, lo caccerebbero via. «Per loro io sono
una vergogna». Celebrano le nozze. Trascorrono i primi mesi. La moglie non è
contenta, spesso va dai suoi. Cercano l'intimità ma i loro corpi si respingono.
La donna sospetta. Un giorno lui riceve una telefonata, lei fingendosi in
un'altra stanza origlia mezze frasi. Capisce. Spiffera ogni cosa ai parenti. In
un attimo lo sanno tutti.«Mi insultano anche gli amici. Una sera, mentre sto per
rincasare, mi aggrediscono in tre e cercano di uccidermi». Deve scappare. Unica
risorsa:Internet. È disperato, trova un passeur. Impegna tutti i risparmi messi
da parte facendo il cuoco. «Dove vuoi andare?», «Non importa, lontano da leggi
che possono farmi del male». 9700 dollari per un biglietto di sola andata dal
Bangladesh e un documento falso. L'uomo lo porta a Venezia, in stazione, poi si
dilegua. Sendabad si guarda intorno, ci sono altri bengalesi. Non sa dove
passare la notte.