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L'omo delinquente. Scandali e delitti gay dall'Unità a Giolitti


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Indice

Capri, 1902: quando l'acciaio si spezza

Fra i molti scandali compromettenti omosessuali che resero ancor più frizzanti i primi anni del Novecento, vi è senza dubbio quello che coinvolse il magnate tedesco Friedrich Krupp.
Quando ci si riferisce al "caso Krupp" tutto assume proporzioni colossali: innanzitutto la figura del protagonista, che fu uno degli uomini più ricchi dell'epoca, tanto che

"La sua fortuna era stimata a 800 milioni di franchi" (1).

Industriale di primo livello, Krupp era innanzitutto proprietario delle acciaierie che portavano il suo nome, ed ancora di miniere di carbone, fabbriche di armamenti (era soprannominato "il re dei cannoni") e quant'altro: un'immensa macchina produttiva che gli garantiva un reddito superiore a quello del Kaiser Guglielmo II.

Appartenente alla nobiltà prussiana, Krupp era attivamente impegnato in politica (anche per ovvi interessi personali) e manteneva un'intima amicizia con l'imperatore Guglielmo II.
Grande fu il suo sostegno economico, diretto ed indiretto, che diede all'isola di Capri... come anche il giro di ragazzi che frequentava, e dei quali amava contornarsi. E grande fu lo scandalo che lo avvolse nel 1902, e che lo portò alla morte.

In quell'epoca Capri, come altre idilliache terre del Bel Paese, era divenuta meta d'un turismo omosessuale piuttosto sostenuto, vuoi per la bellezza dei posti, vuoi per quella dei giovani, vuoi per il fatto che il nuovo Codice penale "Zanardelli", a differenza di quanto avveniva in buona parte dell'Europa, non contemplava articoli che punissero i "reati contro natura".

"Come siamo lontani dai nostri codici volgari!!", faceva dire Roger Peyrefitte al barone d'Adelsward-Fersen ne L'Esule di Capri; "in questo mondo di ipocriti e di zotici l'Italia è ancora il paese della "cortesia".
"Quella dei giovani è completa", gli rispondeva l'amico Douglas "perché viene esercitata indifferentemente nei confronti dei due sessi. Capri, Taormina: l'Italia tutta è ermafrodita ed è questo il segreto della sua eccezionale bellezza" (2).

Più probabilmente i gentiluomini, i letterati e i borghesi sapevano di poter tranquillamente approfittare dello stato di povertà dei giovani e delle loro famiglie che, specialmente al Sud, pagavano il prezzo di politiche sbagliate e di un'Unità non ancora compresa...

Krupp era approdato a Capri nel 1898, e vi si era stabilito per motivi di salute.
Aveva preso alloggio presso il noto hotel Quisisana, di proprietà di Federico Serena, sindaco del paese, portando con sé amici, servitori e attrezzatura per l'esplorazione marina, sua grande passione.

"La sera a pranzo, al Quisisana, si vedevano soltanto teste quadre", aggiungeva Peyrefitte nel suo romanzo, probabilmente senza allontanarsi dalla realtà: "si sentiva parlare soltanto tedesco. Non servivano sulla terrazza, ma in sala da pranzo, decorata di piante verdi.
L'orchestra suonava Wagner. Il menu era in francese con la traduzione in tedesco…
Ai due lati del tavolo [di Krupp, ndr.], stavano seduti quattro solidi giovanotti. Gonfiavano i muscoli e il petto sotto le magliette a strisce sulle quali era appuntato un piccolo cannone d'oro" (3).

Il "Re dei cannoni" si fece subito benvolere dai capresi per via del denaro e dei doni che distribuiva con generosità, specialmente ai giovani ed alle loro famiglie; fece anche costruire una strada a tornanti lungo la scogliera ed acquistò e ristrutturò la grotta di "Fra Felice" per farne, almeno ufficialmente, un luogo di sosta e di incontro per i notabili.
Si fece onore anche scoprendo per la prima volta nelle acque che bagnano l'isola campana la larva dell'anguilla, un elemento utile ad altri studiosi per comprendere il ciclo riproduttivo di quell'animale, fino a quel momento ignoto.

Le bellezze naturalistiche che più apprezzava erano però, senza dubbio, i ragazzi, ed in particolare il barbiere diciottenne Adolfo Schiano, che poi avrebbe nominato, con il pescatore Antonio Arcucci e un notabile di Capri, nel suo testamento (4).

La sua era una passione su cui le autorità chiudevano ben volentieri entrambi gli occhi, e tutti a Capri erano a conoscenza delle sue "scappatelle", per non dire delle sue orge consumate magari in

"una grotta solitaria trasformata in una specie di locale di segrete riunioni per una associazione che, in apparenza, ha veste di cultura e di beneficenza.
Ma le operazioni sociali si facevano in grande segreto ed alla società appartenevano notissimi depravati: lo che lascia supporre ben altri scopi" (5).

Come fa notare lo studioso Giovanni Dall'Orto, Krupp commise l'imperdonabile errore di

"immischiarsi nella politica del posto, finanziando il partito clericale" (6)

di cui era a capo l'amico albergatore Serena, suscitando così l'invidia e quindi l'avversione della fazione anticlericale, guidata dall'albergatore concorrente Pagano.

Già nel 1901 "Il Mattino" di Napoli, con un articolo di Eduardo Scrafoglio pieno di doppi sensi, aveva alluso all'omosessualità di Krupp, identificato quale re dei cannoni e dei "capitoni" (cioè anguille, col sottinteso sia della scoperta scientifica del tedesco, che del membro virile, indicato in dialetto napoletano da questo termine) e, dopo un'indagine dei carabinieri, venne intimato all'industriale tedesco di lasciare il Regno.

Tuttavia la vera batosta doveva ancora arrivare.
Nell'ottobre dell'anno successivo il giornale socialista ed anticlericale "La Propaganda" aprì le danze, certamente informato a dovere dai sostenitori di Pagano, con un articolo intitolato Capri – Sodoma:

"Quello che avviene da anni a Capri supera perfino la potenza della descrizione biblica su Sodoma e Gomorra. In questa isola incantevole sotto gli auspicii di un ricco degenerato sessuale, è sorto un circolo di degenerati, che ha vissuto e vive alle spalle dei vizii del ricco signore.
Le notizie che ci pervengono sono spaventevoli: le pagine più tremende di Krafft-Ebing non potrebbero ritrarre quanto accade a Capri.
Si sono costruite delle grotte artistiche, dei ritrovi di campagna, si sono stabiliti dei convegni in cui la gente si esercitava nelle più ributtanti turpitudini. I socii di tanto schifosa associazione avevano perfino un distintivo, una medaglia di riconoscimento! È cosa da inorridire! E tutta questa gente si è data alle turpi pratiche per carpire quattrini al ricco straniero degenerato, e tanti pezzenti si sono arricchiti alle spalle del maiale che pagava biglietti da mille.
Dei giovanotti hanno ottenuto di fare il volontariato di un anno con i quattrini del signore; dei pescatori hanno costruite case e ville con i denari di lui, e i pezzi grossi del paese hanno accumulate centinaia di migliaia sfruttando lo schifoso ma ricco uomo" (7).

Nomi non ne erano stati fatti, ma già la stampa concorrente accusò il giornale socialista di aver inventato fatti e misfatti a scopo politico; anche "Il Giornale d'Italia" era intervenuto a difesa di Krupp ed aveva attaccato "La Propaganda":

"Per un violento articolo pubblicato sul giornale "La Propaganda" dal titolo "Sodoma e Gomorra" col quale si lanciavano delle basse accuse contro un noto personaggio tedesco, più di 50 persone del partito Serena imperante in Capri si riunirono per protestare contro il partito Pagano creduto ispiratore dell'articolo.
Ci volle il bello e il buono per mandare a casa i sereniani e fu utile, perché facilmente nella foga dell'ira e della passione si sarebbe deplorato qualche grave incidente" (8).

Il quotidiano socialista "La Propaganda" non poteva certo permettersi di passare per bugiardo, e così affondò il coltello nella piaga facendo direttamente il nome dell'accusato.
L'articolo del 20 ottobre si intitolava Gli scandali di Capri:

"È una sventura per la incantevole isola del golfo napoletano, ma è certo che dagli ozii viziosi e degenerati dell'imperatore Tiberio alle recentissime porcherie del signor Krupp essa è stata sempre asilo e ricovero paradisiaco per ogni categoria di ricchi dissoluti e degenerati.
Quest'isola meravigliosa non ha mai avuto industrie e commerci, all'infuori dei commerci carnali e delle industrie voluttuarie. …
In questo ambiente ricchi stranieri sono venuti a svernare, godendo dei loro vizii e delle loro ricchezze: in questo ambiente è venuto un ricchissimo straniero, il signor Krupp, un tedesco industriale, un proprietario di colossali officine metallurgiche, un uomo che ignora la cifra dei suoi milioni, e che, seduto su tanta ricchezza, è più potente di un monarca o di un papa.
- Il signor Krupp -  Un pezzo d'uomo di circa cinquant'anni, rotto a tutti i vizii, capace di barattare milioni per un istante di godimento vituperevole e da degenerato.
Venuto a Capri, i soliti abituati a vivere sulle spalle dei ricchi stranieri, gli si fecero intorno. Avevano odorati i milioni, avevano trovato l'uomo.
Fu ricevuto a Capri come non fu mai ricevuto imperatore romano: tutti ai suoi piedi e niuno al di sopra di lui - neppure il codice penale!
Degenerato sessualmente, egli ha riprodotto in una proporzione grandiosa quanto ebbe ad attuare verso il 1870 un ricco bavarese in una sua villa nella vicinanze di Caserta.

Installato superbamente, meglio di un re, egli ordinò la sua Corte a base di potenza sessuale. Molti uomini, giovani o adulti, ricorsero a lui per quattrini o per altri favori pecuniari ed, in scompenso, gli spianarono la via del lubrico e sudicio piacere. 
Le autorità chiusero ambo gli occhi, le persone aventi cariche pubbliche lasciarono correre, e molte di esse accumularono tesori sui vizi del grande e ricco ammalato. 
Ma quello che, soprattutto, fece male fu la propagande viziosa nelle classi giovanili della povera gente. Marinai, barcaioli, contadini, ricorsero a lui vendendo a lui la propria forza giovanile ed una larga seminagione di vizii fu fatta nella popolazione isolana.
È difficile che vi sia qualche povero giovane che non abbia dovuto accontentare il signor Krupp od i suoi amici. Vi sono giovani poverissimi che hanno ottenuto dal Krupp i quattrini per fare il servizio di un anno come soldato volontario. Vi sono poveri diavoli che hanno così potuto comprare dei campi e costruirsi delle case.

La beneficenza di Krupp.
Oh la famosa e vantata beneficenza del signor Krupp!  Ecco a che si riduceva!
Il signor Krupp ha beneficato i singoli, corrompendo - ha beneficato l'isola fittandola come alcova per i suoi bassi istinti.
La famosa strada ch'egli ha donato a Capri porta a grotte fantastiche ed a villini, entro i quali gran parte della gioventù si è prostituita, mentre il signor Krupp dava sfogo alla sua bestialità tra suoni di mandolini e chitarre!..." (9).

Le notizie si sparsero per tutta Europa ed occuparono le pagine dei giornali tedeschi, cosa che riporta anche Peyrefitte nel suo L'esule di Capri:

"Aveva [il Krupp, ndr.] dimenticato l'anguilla di Capri, ma essa passava da un fiume all'altro.
L'otto novembre apparve a Augsburg, sulle rive del Lech: il "Postzeitung", foglio locale, accusò sua eccellenza Federico Krupp, membro della camera dei signori e del consiglio di Stato della Prussia, di pescare nel torbido a Capri e di essere a Berlino una Soldatentante (10).
La settimana seguente l'anguilla emerse dalla Sprea, mutata in mostro antidiluviano; ma il "Vorwaerts", sapendo che sarebbe stato difficile raccogliere testimonianze a Berlino, ne aveva raccolte, vere o false, a Capri.
Il grande giornale socialista dichiarava che Krupp era il corruttore dei giovani dell'isola, che presso i fotografi locali si potevano trovare sue fotografie in compagnia di alcuni di loro, in naturalibus [allo stato naturale, cioè nudi, ndr]  che faceva orge nelle grotte, che lo scandalo era arrivato alle autorità di Roma e che queste avevano ordinato un'inchiesta all'insaputa delle autorità capresi e emanato un decreto di espulsione per sua eccellenza.
Questa campagna era la risposta al programma di armamenti navali del quale Krupp era insieme l'ispiratore e il beneficiario" (11).

Il "Vorwaerts" venne da lì a poco sequestrato, a quanto sembra, su diretto intervento del Kaiser.
Gli aspetti politici erano quindi di sostanza e di corollario allo scandalo.

Come scritto, non tutti erano d'accordo con la non disinteressata campagna moralizzatrice de "La Propaganda".
Il giornalista Federico Giannini intervenne dalle colonne de "Il Sud" con posizioni di condanna a quanto veniva scritto dal quotidiano marxista concorrente:
 
"La campagna per il processissimo ha avuto esito felice.
Incominciata con fulmini d'indignazione civile e con saette di morale inesorabile, è diventata rapidamente, ahimè, inefficace e ridicola…
Ma la campagna contro Krupp ha già procurato al giornale socialista di belle soddisfazioni. Essa ha avuto "una grande ripercussione in Italia e all'estero" come dice la Propaganda. Forse non è vero, ma si può dire. Chi si metterebbe a dimostrare che né in Italia né all'estero si sono occupate delle sudicerie stampate dalla Propaganda per farsi réclame?
Il nobile scopo del giornale socialista, è o di trascinare qualcuno a dir querela, o almeno di condire di pepe la focaccia cotidiana che il pubblico non vuole.
Ora io plaudo a questa campagna in prò della moralità soprattutto perché è generosamente cretina.
Giacché, è vera, e prego i miei lettori di esimermi dall'obbligo di dimostrarla, la seguente proposizione: "In tutte, assolutamente in tutte le contrade deliziose dove convengono forestieri ricchi si commettono un mondo di porcherie d'ambo i generi"…  Parlo in generale, s'intende. Nella specie non posso dire se l'accusa contro Krupp sia calunniosa, quale vorrei che fosse per amor di nettezza pubblica e privata, oppure no.
So che a Capri tutti volevano denaro da Krupp, il quale naturalmente non avrebbe mai potuto lasciarsi bottonare dagli stoccatori indigeni e stranieri, segnatamente tedeschi, dimoranti nell'isola incantevole; e ciò che più d'un caprese avrebbe con tutto il cuore tirato una schioppettata alla schiena del cav. Federico Serena, reo di albergare al suo Hotel Quisisana il ricco tedesco, e di averne molto vantaggio, a quanto si diceva.
Queste sono buone fonti di calunnie; ma io non giuro niente. E non deploro neanche, poi che sono convinto che l'uomo (compreso la donna) è naturalmente sporcaccione.
Se le cose che la Propaganda ha esposte e le altre che vuole esporre – quando, come attorno al cerretano della fiera si sia anche attorno a lei radunata un po' di quella gente, ch'essa medesima pone in fuga con la ignoranza, la inavvedutezza e la malafede, - sono vere, sarebbe stato meglio accontentarsi dello sfratto dato a Krupp, che sarebbe potuto bastare anche come freno a chi n'avesse bisogno, e non diffamare un paese a rischio d'immiserirlo.
Dappoiché, insigni disoccupati della Propaganda, quando avete presentata Capri come isola d'infamie, non v'andranno né i porci né i puliti, almeno finché non sia dimenticato lo scandalo.
O credete che basterà a Capri avere alcuni di voi, a predicare la santità de' costumi – si licet – o il valente consigliere Guarino, per esempio, a fondarvi una borsa di lavoro qualunque?" (12).

Nonostante lo stesso industriale tedesco avesse intentato cause per diffamazione contro il "Vorwaerts" e "La Propaganda", il suo livello di sopportazione era ormai stato superato: il 22 novembre del 1902 venne rinvenuto esanime nella villa Huegel di Essen.

La notizia colpì Capri in tutta la sua violenza:

"La triste nuova della morte di Krupp getta il lutto nella cittadinanza. 
La dolorosa novella, sparsasi come un baleno, ha commosso tutti. 
È stato immediatamente telegrafato ad Essen.
Sugli edifici pubblici e privati sventola la bandiera abbrunata a mezz'asta" (13).

Tuttavia le polemiche non erano ancora destinate ad avere termine.
Ufficialmente si era parlato di un colpo apoplettico, e in molti pensarono fosse dovuto ai continui dispiaceri per gli attacchi de "La Propaganda", che da quel momento finì sotto accusa.
Il quotidiano socialista si difese scrivendo che

"ci è di conforto il pensiero che sante sono le nostre battaglie, auspicanti ad una civiltà superiore, alla quale non si perviene se non facendo tacere il cuore, che talvolta ci distorrebbe dalla via del rigido dovere, se non spezzando ogni ostacolo, piccolo o grande, diretto o indiretto, che al cammino sia per opporsi" (14).

Il quotidiano socialista giocò addirittura al rilancio:

"Intanto i primi telegrammi dei corrispondenti privati affermano - in contraddizione alla [agenzia stampa] Stefani - che non all'apoplessia è dovuta la morte di Krupp.
Egli si sarebbe tolta volontariamente la vita, non potendo resistere al dilagar dello scandalo" (15).

Non fu mai del tutto chiaro se si trattò di morte naturale o di suicidio: la bara venne sigillata e la verità sotterrata.

L'imperatore intervenne al funerale dell'amico con un discorso volto a ribadire la sua integrità morale e soprattutto ad attaccare duramente le forze socialiste, ree, a suo dire, di aver portato Friedrich Krupp alla morte.
Era così iniziato uno straziante scambio di accuse fra chi, come "La Propaganda", sosteneva di aver gettato luce sulla degenerazione morale presente a Capri, chi si lagnava della fine di un sostegno economico non indifferente per la cittadinanza e chi, più semplicemente, vedeva nell'attacco a Krupp una serie di manovre politiche che andavano dalla piccola amministrazione di Capri all'impero tedesco.

Come andò a finire?
Silvano Fasulo scrisse su "Il Popolo d'Italia" dell'11 aprile 1918:

"Rimanevano le vertenze giudiziarie. Ma in quel paese del mondo si cura più che lo zero la Giustizia con G maiuscolo! Gli eredi di Krupp ritirarono la querela in silenzio, dopo poco.
I magistrati napolitani arrestarono un ricco pittore tedesco (Christian Wilhelm Allers, ndr.) perché accusato da alcuni minorenni, e si lavarono le mani circa tutto il resto, con la scusa che mancava la querela di parte.
Le colossali offese al pudore? A queste non pensò la magistratura.
Cioè, no. "La Propaganda" fu processata e condannata per... offese al pudore! La morale cattolica infatti viene offesa soltanto da chi strappa le foglie di fico che coprono le vergogne del mondo cristiano. E il servilismo ufficiale del nostro paese non poteva esimersi dal dare, al solito goffamente, una soddisfazione ai padroni d'oltre Alpe" (16).

Ed il terribile Guido Podrecca, nel vaneggiante tentativo di dimostrare che l'omosessualità era un male che i tedeschi esportavano dalla Germania nel mondo, arrivò a scrivere anni dopo che quella del caso Krupp

"non fu una semplice analogia con la Tavola Rotonda del militarismo tedesco svergognato anni dopo dall'Harden: fu una propaggine della medesima, la quale a Berlino doveva già esistere, che si istituì nella nostra isola" (17).

Foto:
1 -
Friedrich Krupp.

Note:

1 - La morte di Krupp. I particolari, "Il Sud", 25/11/1902
2 - Roger Peyrefitte, L'esule di Capri, Longanesi, Milano 1959, pag. 173.
3 - Ibidem.
4 - "Friedrich Alfred Krupp a Capri – Uno scandalo omosessuale del 1902" – Sito di Giovanni Dall'Orto.
5 - Gli scandali a Capri , "La Propaganda", 30/10/1902.
6 - "Friedrich Alfred Krupp a Capri – Uno scandalo omosessuale del 1902" – Sito di Giovanni Dall'Orto.
7 - Capri – Sodoma,  "La Propaganda", 15/10/1902.
8 - "Il Giornale d'Italia", 19/10/1902, come riportato in Gli scandali a Capri,  "La Propaganda" del 20.10.1902.
9 - "La Propaganda", 20/10/1902, cit.
10 - "Soldatentante", lett. "zia dei soldati" – modo per definire gli omosessuali che avevano approcci coi militari.
11 - Roger Peyrefitte, Op. cit., pp. 80, 81.
12 - Federico Giannini, Mi congratulo con la Propaganda e mi metto alla sua suite per la campagna contro S. E. Krupp, "Il Sud", 31/10/1902.
13 - La morte del barone Krupp, "Il Sud", 23/11/1902.
14 - La morte di Krupp,- "La Propaganda", 24/11/1902.
15 - Ivi.
16 - Guido Podrecca, La Tavola rotonda in Germania, Roma,  Mantegazza 1919, pag. 104
17 -Ibidem. Lo scandalo della Tavola Rotonda scoppiò in Germania nel 1907 e fu di carattere omosessuale; vide il coinvolgimento di massimi esponenti dell’Impero, fra cui ambasciatori, capi di stato maggiore, ministri e notabili. Prese il nome di “Eulemburg”, dal principe amico personale e consigliere del Kaiser, che ne fu il principale accusato.


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