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ISLAM (continua)

OMOSESSUALI CONDANNATI NEI PAESI ISLAMICI

 

 

Per centinaia di milioni di persone nel Medio Oriente, Africa e Asia l'ascesa del fondamentalismo islamico ha significato cadere in un'era di oscurantismo religioso ed intolleranza e la parte più liberale e progressista dell'Islam è dovuta arretrare in posizioni di difesa, sacrificando la vita di molte persone.
Il fattore che unisce i fondamentalisti islamici in tutto il mondo è il tentativo di istituire uno stato religioso dove ogni aspetto della vita sia determinato dai principi contenuti nel Corano e nelle tradizioni mussulmane; questo sigifica uno stato dove l'omosessualità è illegale e punita con il carcere e spesso con la morte.
L'omosessualità è attualmente illegale in 26 paesi islamici: Afghanistan, Algeria, Bahrain, Bangladesh, Bosnia, Iran, Giordania, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mauritania, Marocco, Oman, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Tajikistan, Tunisia, Turkmenistan, Emirati Arabi uniti e Yemen.
Tra questi, l'Iran, la Mauritania, l'Arabia Saudita, il Sudan e lo Yemen prevedono la pena di morte; il Pakistan prevede la fustigazione ed almeno due anni di carcere; in Malesia la pena arriva fino a 20 anni e negli Emirati Arabi fino a 14, mentre in Bangladesh e libia la pena è rispettivamente di 7 e 5 anni di carcere.
L'Iran è comunque il paese più zelante nel reprimere l'omosessualità: dal 1980, quando i fondamentalisti hanno preso il potere sotto la guida dell'Ayatollah Khomeini, oltre 4000 gay e lesbiche sono stati giustiziati, stando a quanto riferisce il gruppo in esilio per i diritti dei gay, Homan.
In soli tre paesi a maggioranza mussulmana non ci sono leggi contro l'omosessualità: l'Egitto, l'Indonesia e l'Iraq, anche se in questi paesi il clima verso le persone omosessuali rimane comunque estremamente pesante.
Per i gay e le lesbiche che vivono in quei paesi dove vi è un ritorno alle leggi islamiche volute dai fondamentalisti essere omosessuali vuol dire ancora perdere non solo ogni diritto alla dignità ma anche la propria vita.
(Fonte: Peter Tatchell, OutRage! Londra)



   Arabia

1 gen 2002

Dalle agenzie di stampa:condannati a morte tre persone omosessuali. Ali ben Hatan ben Saad,  Mohamed ben Suleiman ben Mohamed, e Mohamed ben Khalil ben Abdallah sono stati condannati alla decapitazione dopo essere stati accusati di "sodomia, matrimonio fra loro e incitamento alla pedofilia". Nel corso del 2001 sono state 81 le esecuzioni nel regno saudita, dove viene rigidamente applicata la sharia (o legge islamica).
Il Ministero dell'interno del paese in questione ha precisato, in un comunicato ufficiale, che si trattava di ''recidivi''.
Ancora oggi, in 15 Paesi, e' prevista la pena di morte per il reato di omosessualita'. In circa 35 Paesi, per il medesimo "reato", e' previsto il carcere.



   Egitto

dic 2001

Deux étudiants égyptiens condamnés pour avoir créé des sites pour homosexuels. (Justice) par Judith Silberfeld Une cour égyptienne a condamné mardi 18 décembre
deux étudiants égyptiens à un an de prison ferme pour la création de sites internet sur lesquels ils s'étaient proposés comme partenaires homosexuels, a-t-on appris mardi
de source judiciaire. Le tribunal correctionnel de Boulak, au Caire, a condamné Chérif Abou Bakr, étudiant à la faculté d'ingénierie, et Mohamed Al-Saoui, étudiant à la
faculté des sciences, à un an de prison chacun, dans deux affaires distinctes, pour avoir créé deux sites internet où ils publiaient des annonces pour homosexuels, a-t-on
précisé de même source. Les deux prévenus, âgés d'une vingtaine d'années, sont accusés également d'avoir diffusé des photos personnelles indécentes sur les sites,
a-t-on précisé, ajoutant qu'ils proposaient leurs services pour 100 Livres égyptiennes (160 F). Les deux étudiants avaient été arrêtés fin octobre dans un hôtel de luxe au
Caire, alors qu'ils attendaient un "riche arabe du Golfe" qui avait répondu à leurs ann! onces, et qui était en fait un policier. Deux hommes avaient été arrêtés dans les
mêmes circonstances fin mars, et condamnés respectivement à 15 et trois mois de prison, avant que la Cour d'appel du Caire ne revoie leurs peines à la baisse,
condamnant l'un d'eux à trois mois de prison et l'autre à une amende. Ces décisions interviennent un mois après la condamnation de 23 Égyptiens poursuivis pour
homosexualité et "mépris de la religion" à des peines de prison allant jusqu'à cinq ans. Un mineur, jugé séparément en raison de son âge, avait fait appel. Le verdict en
appel est attendu dans la journée (avec AFP).
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Il caso Mahmud

Mahmud fu arrestato il 10 maggio 2001 in seguito ad un rapporto omosessuale e condannato in primo grado, il 18 settembre, a 3 anni di lavori forzati, dal tribunale dei
minori del Cairo. Durante le prime 2 settimane dopo l'arresto gli è stato impedito di incontrare i suoi familiari e di vedere un avvocato. Le "confessioni" che la polizia ha
strappato a Mahmud in queste due settimane sono state utilizzate come prove contro di lui durante il processo. Il suo avvocato ha dichiarato che queste confessioni sono
state ottenute tramite pressioni sul ragazzo, che le ha successivamente smentite.
Il caso di Mahmud si inserisce nel processo che si è consumato al Cairo contro 52 presunti omosessuali, imputati di "comportamento immorale".
L'arresto e il conseguente processo hanno acceso in Egitto una vera e propria "caccia alle streghe" anti-omosessuale. In alcuni casi le foto e addirittura l'indirizzo di casa
degli imputati sono finiti sui giornali. Gli arrestati e i loro familiari hanno ripetutamente denunciato torture, violenze, ammissioni di responsabilità strappate con la forza e si
sono professati innocenti. Il processo, eccetto che per il giovane Mahmud, è stato affidato all'Alta Corte per la Sicurezza dello Stato, un tribunale speciale il cui giudizio
inappellabile, emesso il 14 novembre scorso, ha visto condannati 23 degli imputati, a pene da 1 a 5 anni di carcere.



   Afganistan

mar 1999

L'agenzia Reuters ha riportato che altri due uomini sono stati giustiziati in Afghanistan facendogli precipitare addosso un muro, pena questa riservata specificatamente a coloro che sono accusati di omosessualità.
Le esecuzioni sono avvenute il 2 marzo nella città di Kandahar. Gli uomini erano accusati di avere avuto rapporti sessuali con un ragazzo e di averlo successivamente ucciso. Da quando sono saliti al potere i Talebani, ci sono state almeno una decina di esecuzioni di persone accusate di omosessualità, e in tre casi la vittima sarebbe sopravissuta al crollo del muro e avrebbe avuta la pena condonata. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, le cifre sulle esecuzioni e sui maltrattamenti a causa dell'orientamento sessuale sarebbero però notevolmente superiori.


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