PAGINA WEB DI ENRICO OLIARI

ISLAM (continua)

 

In questa pagina:

- Isna.it, 19 lug 05: Esecuzione di due ragazzi gay in Iran

- Iran Focus, 14 nov 06: Un'altra esecuzione di gay in Iran

- Ticino on line, 26 ago 05: Due ventisettenni gay giustiziati in Iran


 

ESECUZIONE DI DUE RAGAZZI GAY IN IRAN

Due ragazzi gay sono stati giustiziati pubblicamente in Iran lo scorso 19 luglio (2005, ndr) per il "reato" di omosessualità. I giovani sono stati impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell'Iran. La loro condanna a morte è arrivata dalla corte n. 19.
In Iran è vigente la legge islamica della Sharia, che commina la pena di morte in caso di sesso gay. Un giovane aveva 18 anni, l'altro meno di 18 anni.
Sono stati identificati solo attraverso le loro iniziali, M.A. e A.M. Hanno ammesso (probabilmente sotto tortura) di aver praticato sesso ma hanno assunto in loro difesa che la maggior parte dei giovani ragazzi ha rapporti sessuali tra di loro e che non erano consapevoli che l'omosessualità venisse punita con la morte.
Prima della loro esecuzione, i giovani sono stati tenuti in prigione per 14 mesi e severamente colpiti con 228 frustate.
La lunghezza della loro detenzione lascia presupporre che essi commisero le cosiddette infrazioni più di un anno prima, quando erano probabilmente attorno all'età di 16 anni. Ruhollah Rezazadeh, l'avvocato del ragazzo più piccolo (sotto i 18 anni), si era appellato al fatto che egli fosse troppo giovane per essere giustiziato e che la corte avrebbe dovuto prendere in considerazione la sua tenera età (presumibilmente 16 o 17 anni). Ma la Corte Suprema di Teheran lo ha condannato lo stesso all'impiccagione.
Secondo il codice penale iraniano, le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.
Tre altri giovani ragazzi gay Iraniani sono ricercati dalla polizia, ma sono riusciti a nascondersi e non si riesce a trovarli. Se catturati, anche loro dovranno subire l'esecuzione.
Notizie delle due esecuzioni sono riportate da ISNA (l'Agenzia giornalistica studentesca Iraniana), il 19 luglio. Una notizia più recente da "Iran In focus", presumibilmente basata sul servizio originale ISNA, ha dichiarato che i ragazzi sono stati giustiziati per avere assalito sessualmente un 13enne. Ma il servizio della ISNA non menziona alcuna violenza sessuale.
Anche un servizio delle esecusioni sul sito del rispettato movimento democratico di opposizione, Il Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran, non fa riferimento ad un atto di violenza sessuale. La notizia della violenza sessuale potrebbe essere una copertura per minare la compassione pubblica nei confronti dei ragazzi (una tattica frequente del regime Islamico in Iran).
O potrebbe anche essere che il 13enne fosse un partecipante consenziente ma che la legge iraniana (come la legge del Regno Unito) ritiene che nessuna persona di quella età sia capace di consenso sessuale a che quindi qualsiasi contatto di tipo sessuale sia automaticamente considerato per la legge una violenza carnale.
Se il 13enne fosse stato violentato, perchè non è stato identificato e processato (per la legge iraniana sia le vittime che i colpevoli di reati sessuali devono essere puniti) ?
Il racconto completo in lingua Farsi dall'ISNA, con le tre foto al collegamento seguente: http://isna.ir/Main/NewsView.aspx?ID=News-556874

"Questa è solo l'ultima barbarie degli Islamo-fascisti in Iran", ha detto Peter Tatchell del gruppo di diritti umani OutRage di Londra!
"L'intero paese è una gigantesca prigione, con le regole islamiche sostenute da detenzioni senza processo, torture e omicidi sovvenzionati dallo stato".
"Secondo gli attivisti dei diritti umani in Iran, oltre 4.000 lesbiche e gay sono stati giustiziati da quando gli Ayatollah sono saliti al potere nel 1979".
"In totale, si stima che 100.000 iraniani sono stati messi a morte negli ultimi 26 anni di governo clericale. Le vittime includono donne che hanno rapporti sessuali fuori dal matrimonio e gli avversari politici del governo islamico".
"Lo scorso agosto, una ragazza 16enne, Atefeh Rajabi, è stata impiccata per "atti incompatibili
con la castità."
Il Governo laburista della Gran Bretagna mira a raggiungere relazioni amichevoli con questo regime omicida, includendo aiuti e scambi commerciali. Noi sollecitiamo la comunità internazionale a trattare l'Iran come uno stato canaglia, ad interrompere le relazioni diplomatiche, ad imporre sanzioni sugli scambi e a dare pratico supporto all'opposizione democratica e di sinistra all'interno dell'Iran", ha dichiarato Mr Tatchell.

 

 

 

Fonte: http.isna.ir


Iran Focus, 14 nov 06

 

Iran hangs gay man in public


Tehran, Iran, Nov. 14 - A gay Iranian man was hanged in public on Tuesday in the western city of Kermanshah on the charge of sodomy.
Shahab Darvishi was charged with organising a “corruption ring”, deliberate assault, and “lavat”, which means homosexual relationship between two men or sodomy, the official news agency IRNA reported.
Darvishi was hanged in the evening in Kermanshah’s “Freedom Square” in front of hundreds of people, the report said.
Under Iran’s Islamic Penal Code, homosexuality between consenting adults is a capital crime and official Iranian sources express hostility to homosexual practices. A state radio commentary on March 7, 2005 criticised gay marriages in Western countries. Ayatollah Ebrahim Amini, an influential cleric, said in his Friday-prayer sermon in Qom that gay and lesbian marriages reflect a weakness of Western culture, state television reported on July 13, 2002. Ayatollah Ali Meshkini in his Friday-prayer sermon in Qom criticised the German Green Party for being pro-homosexual, state television reported on April 29, 2000


Fonte: Iran Focus

 

Un'altra esecuzione di gay in Iran

Ancora una vittima dell'omofobia di stato in Iran? L'interrogativo è d'obbligo quando non ci sono fonti indipendenti per le informazioni, ma secondo una notizia diffusa nelle ultime ore un uomo è stato giudicato colpevole di "lavat" (sodomia, perversione), condannato a morte e impiccato, nella città occidentale di Kermanshah.
L'uomo giustiziato si chiamava Shahab Darvishi, secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna, citata da Iran focus, dalla Associated press e dal quotidiano australiano Courier Mail.
Secondo i resoconti, che non sono verificabili ma coincidono con i casi dell'anno scorso (cui si riferisce la foto dell'agenzia Isna), l'uomo è stato impiccato sulla pubblica piazza davanti a centinaia di persone. Quest'anno in Iran almeno 117 detenuti sono stati giustiziati.  (www.queerblog.it)


 

Ticino on line - 26 ago 2005

 

Berna - L'associazione dei gay Pink Cross e l'Organizzazione svizzera delle lesbiche (OSL) chiedono il blocco immediato dei rimpatri di richiedenti l'asilo iraniani omosessuali. In un comunicato odierno le due associazioni si dicono "sconvolte" dalla possibilità che queste persone possano essere messe a morte nella repubblica islamica.

Questa fine settimana è prevista l'esecuzione di due 27enni iraniani ad Arak, si legge nella nota. La giustizia locale li accusa di violenza carnale nei confronti di un terzo uomo, ma secondo le organizzazioni gay non si può scartare il dubbio che le accuse si basino solo sulla testimonianza estorta alla presunta vittima, che forse sta solo cercando di salvarsi la vita. Il 19 luglio scorso in un caso analogo la pena di morte è stata eseguita nei confronti di due altri giovani.

Pink Cross e OSL chiedono quindi di verificare al più presto la situazione e di imporre un blocco dei rimpatri per tutti quei richiedenti l'asilo che fra i motivi di fuga dall'Iran hanno inserito la loro preferenza sessuale non etero.


ATS


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