Le mie interviste (continua)
INTERVISTA A
ERCOLINA MILANESI
di Enrico Oliari, Pride 09/03
Continua
il nostro viaggio fra coloro che si oppongono alle richieste del
movimento e del mondo gay. Questa volta intervistiamo Ercolina
Milanesi, giornalista, dichiaratamente di destra. Anzi,
“fascista”, come si definisce lei stessa.
Ercolina
Milanesi è una donna di destra. E che destra.
Storica
e giornalista affermata, scrive (spesso controcorrente) su diversi
quotidiani, fra i quali "il Giornale d'Italia" e
"Libero".
Ama
il confronto politico, viene aggredita dai militanti dei centri
sociali e spara a zero contro i gay.
Signora
Milanesi, in un suo recente intervento lei s’è rammaricata della
notizia che ci potrebbero essere ben 72 gay nel Parlamento, luogo
"dove si fanno le leggi, non un postribolo". Perché?
Un
Parlamento con 72 gay non è cosa da poco, soprattutto perché la
gente ha poca stima, al di là degli orientamenti sessuali, per i
politici nostrani; se poi diciamo loro che una percentuale del
Parlamento è composta da gay, ecco che la
sfiducia ed il malcontento
aumentano ulteriormente.
L'Italia,
e non solo l’Italia, ha bisogno di un’aratura
delle istituzioni e nel modo di vivere in generale. In poche parole
occorrerebbe un sano ritorno del fascismo, durante il quale i gay,
al contrario del sistema comunista, non saranno forse stati osannati
ma non erano nemmeno perseguitati.
Queste idee, normalmente, ripugnano il mondo omosessuale e sono proprio i gay a spingere maggiormente per una società tutta basata sulla tolleranza, sulla solidarietà, sul buonismo, sulla multietnicità, sulla depenalizzazione, sulla trasgressione e sulla licenziosità dei costumi in nome della sempre e tanto abusata libertà. Questo tipo di società, che pratica e permette tutto, altro non è che l'anticamera dell'anarchia e dell'etnomasochismo.
Forse allora è per questo che lei ha definito i gay “persone malate”, verso le quali "portare compassione per la tara che si sono trovati" aggiungendo che le lesbiche sono costrette alla loro scelta a causa della loro bruttezza...
Sul
fatto che sono persone malate bisogna fare una distinzione: una
parte di loro se non sono malate, poco ci manca, grazie a una loro
vera ossessione per il simil sesso, per non parlare
dell'esibizionismo sfrenato di molti di loro, con atteggiamenti
comportamentali ed espressioni tipicamente femminili, che fanno
ridere e suscitano compassione.
Per quanto riguarda le lesbiche, va fatto notare che sono in numero di gran lunga inferiore rispetto ai maschi omosessuali (le ragioni chiedo a te di spiegarmele), tuttavia, quelle che ho visto e conosciuto in vita mia non posso certo dire che fossero dei sex symbols. Con questo non escludo certo che ce ne siano di bellissime.
Poi
lei ha aggiunto che gay si può nascere, o lo si può diventare a
causa di uno stupro subito da bambini, o per le
frequentazioni da adolescenti. Ma allora: gay si nasce o si diventa?
Credo
che gay di nasca, ma lo si può diventare al tempo stesso. È una
questione sicuramente cromosomica, ma anche le frequentazioni e le
esperienze possono avere il loro peso.
Se lei avesse un figlio gay?
Se
avessi un figlio gay non sarei pazza di felicità, ma lo terrei,
questo è ovvio!
Scusi
il cinismo della mia domanda, ma lo terrebbe come gay o cercherebbe
di trasformarlo in etero?
Ma
che domanda mi fa? Certo che un figlio gay lo terrei tale quale! So
benissimo che non esistono sistemi di trasformare un gay in etero!
Sarò fascista ma non scema!
Un esponente della Lega, intervistato tempo fa per questa rubrica, aveva dichiarato di voler proporre centri per il recupero degli omosessuali. Un'idea che il neofascismo potrebbe fare sua?
Le
dichiarazioni della Lega in tema di omosessualità sono allegoriche
e sceme allo stesso tempo. La politica leghista del celodurismo
e del machismo
è rozza e primitiva, e non aiuta certo a centrare i problemi ed a
collocarli nel posto che meritano.
Recuperare
gli omosessuali non ha senso, ed è una proposta idiota che solo la
Lega poteva sortire. Sarebbe come se i gay proponessero centri di
recupero per gli eterosessuali!
I giorni del Gay pride, manifestazione che riscuote una partecipazione sempre maggiore, devono essere un periodo di tormenti per lei...
Nei
giorni del Gay Pride io non sono affatto tormentata, ma se dovessimo
fare una parata folcloristica per tutti i gusti e gli orientamenti
sessuali, staremmo freschi e sopratutto ridicoli!. Per quanto
assurdo, riterrei più "orgogliosa" una parata etero, in
quanto, senza loro si fermerebbe il ciclo della vita (gay compresi).
La realtà omosessuale italiana, la più grande minoranza del Paese, è alla ricerca dei propri diritti, compreso quello del matrimonio o dell'unione civile. Che ne pensa?
Penso
che la comunità gay italiana abbia già un sacco di diritti (più
di noi pensionati), ma devo dire che non sono d'accordo sui
matrimoni fra omosessuali o lesbiche.
Non
vedo che bisogno ha un omosessuale di sposarsi, quando questo
avviene tra una copia di eterosessuali per mettere al mondo dei
figli ed avere quindi una famiglia che possa continuare nel tempo.
A
una copia gay credo basti convivere. Se poi dietro alla richiesta di
riconoscimento di matrimonio e di famiglia a tutti gli effetti, si
nasconde quella di adottare legalmente dei figli, allora è ancora
peggio. Un figlio deve crescere in un ambiente logico,
cioè composto da una madre ed un padre e non da due padri o da due
madri. Se a un figlio manca l'equilibrio che è dato da madre e
padre biologici
e viene affidato ad una coppia dello stesso sesso, crescerà con
incertezze ed instabilità, sopratutto nei confronti di compagni e
amici cresciuti o educati in un ambiente biologicamente
logico, che lo accompagneranno per tutta la vita.
Scusi,
ma il “biologicamente logico” un po’ nazista lo è. Tuttavia,
rimanendo al tema dei diritti, le faccio notare che i gay italiani
non intendono sposarsi per chiedere figli, bensì per un fine di
riconoscimento giuridico dell’assistenza reciproca, della tutela
legale…
Il
“biologicamente logico" sarà anche nazista, ma non ci vedo
nulla di male, dal momento che il termine spiega chiaramente la
questione.
Che
i gay intendano solo sposarsi e non chiedere l'adozione di figli,
non ci credo. Altri paesi sono su questa strada e l'Italia,
squallida esterofila, non vede l'ora di adeguarsi. Staremo a vedere!
Anche se, personalmente, ne farei volentieri a meno!
Un recente sondaggio Eurispes ha dimostrato che la maggioranza degli italiani è disponibile al riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali...
La
società italiana dicono che sia una società ricca di tradizioni
democratiche. Il mio parere è che è ricca di ipocrisia. L'italiano
intervistato in televisione, davanti ad un microfono, dirà
sicuramente che è per i diritti dei gay, mentre invece non è così,
o almeno non per tutti. La paura di passare per antiquato,
repressivo o altro gli fa dire ciò in cui non crede.
Il Parlamento Europeo ha più volte chiesto ai Paesi membri di riconoscere i diritti dei gay e in Europa ben nove paesi su quindici hanno riconosciuto, in forme diverse, l'unione fra persone dello stesso sesso. Non le sembra che il nostro Paese sia frenato da un diffuso bigottismo e perbenismo?
Il
Parlamento Europeo è un'accozzaglia parassitica di burocrati
nullafacenti e super pagati per dire a fare idiozie. A parte la
moneta unica, più che unirla l'Europa, essi l'hanno divisa ed il
bello deve ancora venire! Le lobby politico finanziarie che
vorrebbero l'UE una filiale degli Usa, ci stanno riuscendo,
specialmente nelle politiche sociali e a livello di diritti
umanitari, norme antirazziste, anti-xenofobe, cercando di farci
digerire un sistema che nessuno ha mai chiesto o per il quale,
comunque, nessun elettore è mai stato chiamato alle urne. Un
sistema che vorrebbe punire (e già in alcuni paesi lo fa) qualsiasi
pensiero non politicamente corretto o revisionista con scusa del
razzismo o dell'antisemitismo. Si otterrà esattamente l'effetto
contrario.
Un
Parlamento, inoltre, che tra le sue priorità ha i diritti degli
omosessuali, con tutte le emergenze pendenti e di varia natura: vuol
dire che questa Istituzione è arrivata alla frutta prima ancora
dell'antipasto.
Se
l'Europa deve diventare un melting pot all'americana (dove
tutto è fallito e dove niente è garantito), be’, allora sarebbe
meglio uscire dall'utopia di Maastricht, Schengen, Nizza e tornare
gli autoctoni che eravamo.
Il
nostro Paese più che bigotto e perbenista, è stufo ed incavolato e
chiede ordine e disciplina.
Cosa
contesta al movimento omosessuale italiano?
Al
movimento omosessuale italiano non contesto niente. Sarebbe come
rimproverare un carcerato per aver tentato la fuga. È una reazione
naturale e logica.
Quelli
che rimprovero sono piuttosto coloro che, per calcolo
politico-elettorale o per tornaconto personale, si accattivano le
simpatie gay per svendere un'immagine progressista e modernista, ma
che è solo una strumentalizzazione.
Rimprovero
coloro che, in modo subdolo e sottile, tramite messaggi subliminali,
testi di canzoni, film, commedie, pubblicità, talk-shows,
danno ampio spazio al mondo omosessuale, osannandolo, coccolandolo,
dandogli precedenza e preferenza, inviando così nelle case e ai
giovani un messaggio o un modello da imitare perché trasgressivo e
quindi di moda.
Un
malcostume insidioso e strisciante che nasce alle alte sfere ed
inonda le masse.
Vede,
noi fascisti saremo brutti e sporchi, ma ci dichiariamo per quello
che siamo, e quindi sai chi hai davanti fin dal primo momento, senza
temere di essere tradito o manipolato. Mentre invece si dovrebbe
diffidare di tutti quelli che "coccolano" i gay, che danno
loro la pacca sulla spalla e dicono di essere dalla loro parte.
Quelli
sono i primi che aprirebbero centri di recupero.
La ringrazio per aver accettato un'intervista su "Pride", mensile di cultura omosessuale, dimostrando così volontà di confronto e di dibattito.