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- GayNews.it, 14 feb 11: Gay, convention FLI: la nuova era della destra italiana (quella vera!)
GayNews, 14 feb 11
Gay, convention FLI: la nuova era della destra
italiana (quella vera!)
di Enrico Oliari
Finalmente i diritti civili delle persone omoaffettive entrano a pieno titolo
anche nella destra italiana: sono i primi passi e la gradualità è ancora la
parola d’ordine, ma nella tre giorni fondativa del FLI a Milano più di un
esponente del nuovo partito di Gianfranco Fini è salito sul palco bianco con
alle spalle il verde prato della speranza a prendere posizione chiara pro gay.
D’altronde il binomio centro-destra e omosessualità (quella composta e non
urlata, si intende!) è del tutto fisiologico presso le altre realtà europee,
dall’UMP di Sarkozy, all’FDP di Westerwelle, al PP di Aznar e non è un caso se
le coppie omoaffettive trovano riconoscimento in tutti i paesi posti al di qua
della vecchia Cortina, ad esclusione di Italia e Grecia.
E così la nuova destra di Fini, che vuole essere nuova davvero, è pronta a fare
sua la sfida delle nuove frontiere della libertà e della giustizia sociale senza
ignorare la minoranza gay italiana, le cui speranze e le cui istanze sono sempre
state messe da parte in nome del voto bigotto, nonostante le diverse Risoluzioni
del Parlamento di Strasburgo.
Prima Adolfo Urso ha fatto vibrare come una lama nel suo intervento il “noi non
abbiamo paura di riconoscere le coppie di fatto” e via, chi è autenticamente
liberale mi segua! Poi è stata la volta di Italo Bocchino, con un determinato e
categorico “no all’omofobia” e quindi passando fra i vari capisaldi tradizionali
di chi vuole un mondo nuovo e migliore, da Chiara Moroni, a Benedetto Della
Vedova, ad una miriade di interventi fra i quali quelli degli esponenti di
GayLib e, poco prima della conclusione di Fini, il grande Alessandro Rimassa, il
giovane della Generazione da 1000 euro: “Nel mio prossimo libro, sulla nuova
Italia, vi sarà il presidente della Repubblica che si presenterà all’incontro
ufficiale con il suo compagno”.
Tematiche di sinistra spinte nella destra? Macchè, non facciamo confusione, è il
segnale che esce dai numerosi applausi che scaldano la platea ogni volta che
l’oratore passa sul riconoscimento della coppia gay, segno che la libertà non è
un monopolio delle sinistre ne’ una parola vuota nel nome di un partito: è
semmai parte integrante di un programma ed essenza pura di un codice genetico
che spinge il berlusconismo dei perbenisti a tutti i costi, del Family day, del
via l’ICI alla Chiesa e dei Bunga bunga di Arcore definitivamente al di fuori
della storia.