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- Notiziegay.it, 26 mag 10: Don Pezzini arrestato: se è colpevole è giusto che paghi, ma attenti alla caccia alle streghe

- Notiziegay.it, 25 mar 10: Il Tavolo Lgbtq* di Trento contro Enrico Oliari


Notiziegay.it, 26 mag 10

 

Don Pezzini arrestato: se è colpevole è giusto che paghi, ma attenti alla caccia alle streghe

di Enrico Oliari

E' notizia di oggi l'arresto di don Domenico Pezzini, già parroco a Lodi, conosciuto per la cura pastorale degli omosessuali. Si trova in cella a San Vittore, l'accusa è quella di aver avuto, tre anni fa, rapporti sessuali con un ragazzo di 13 anni, oltre che di detenere materiale pedopornografico. Non entro nel merito, non è mia abitudine schierarmi dalla parte degli innocentisti o dei colpevolisti prima della sentenza definitiva, i casi di cronaca non mi offrono quella suspance stile Quarto Grado di Salvo Sottile.
Vorrei solo parlare di un caso che ho toccato con mano, quello di un ragazzo che ho conosciuto non molto tempo fa e che ancora mi fa accapponare la pelle.
Mario (il nome è di fantasia) è un insegnante di inglese di 32 anni. Improvvisamente, una domenica mattina alle cinque, qualcuno suona alla porta di casa della famiglia (con la quale abita) e all'urlo di "Aprite, pompieri", entra la polizia e lo arresta in seguito ad un'inchiesta sulla pedofilia.
Immaginatevi la scena, la perquisizione, la polizia... lo portano via a sirene spiegate (in piena mattina, di domenica!) e lo conducono in carcere: un ragazzo che all'epoca dei fatti aveva 16 anni meno tre giorni, cioè 15 anni e 362 giorni, lo ha accusato di aver avuto rapporti sessuali con lui, mentre era a casa sua per una lezione di inglese.
La legge è chiara: l'età del consenso è di 14 anni, 16 se il ragazzo ti è affidato in quanto tutore (insegnante, prete ecc.): il capo di imputazione è violenza sessuale. Il ragazzo, che dichiarerà di non aver mai avuto rapporti omosessuali e di non essere gay (salvo poi oggi risultare iscritto alla principale associazione gay italiana, di frequentare le saune e che comunque chattava da lungo tempo con Mario di certo non per parlare di pesca o di cucina), si recava presso di lui per amicizia, ci scappava anche il rapporto sessuale e, in un'occasione, gli aveva chiesto aiuto nel risolvere un compito di inglese.
Mario viene sbattuto (già il giorno dopo!) in prima pagina dei giornali come il mostro-pedofilo e la sua immagine gira anche sui telegiornali nazionali. I blog lo additano come mostro, c’è chi invoca per lui la castrazione chimica, chi quella non chimica. Viene portato in carcere, dapprima per 2 mesi in isolamento dove all'inizio non ha neppure il dentifricio (sputa sangue per le gengive infiammate) e le lenzuola (stiamo parlando di un carcere del nord Italia del 2007, ma c’è il rischio suicidio), la doccia una volta alla settimana, non ha nulla, non ha contatti, ha un'ora di "aria"al giorno.
Poi viene trasferito in una cella comune con altre 7 persone, dove viene picchiato e violentato (in carcere certe colpe non vengono perdonate) e persino un secondino di 24 anni, al quale aveva chiesto aiuto per la violenza sessuale subita, lo pesta al punto da ridurlo all'infermeria. L'unica persona che vede, oltre all'avvocato ed ai genitori affranti, è un prete che si è dato la fama di aiutare i carcerati, salvo il fatto di concentrarsi solo ed esclusivamente su determinati casi "mediatici". A Mario chiede soldi per interessarsi del suo caso e per aiutarlo ad uscire, somma che il professore di inglese non ha: Mario rimane in carcere.
Dopo 6 mesi (quindi siamo a un totale di 8) gli viene concesso di andare a casa in attesa del processo: ha perso parecchi chili, i capelli gli stanno diventando grigi, di notte si sveglia fra gli incubi, è seguito da uno psicologo. Viene messo in una comunità per ex carcerati, gestita da preti (camera + vitto, circa 600 euro al mese), dove i sacerdoti gli fanno pesare continuamente il fatto di essere gay. Tra l'altro gli propongono fino all'inverosimile un corso di cucina per essere un domani reinserito nella società (ad un professore di inglese!): il corso è finanziato con il Fondo sociale europeo e qualcuno quei soldi se li deve intascare.
La famiglia risarcisce la parte civile, ha un avvocato: la cifra da pagare è immensa, si fanno debiti. Me lo presenta un altro sacerdote, mio insegnante di latino e greco al liceo e suo amico di famiglia, perchè Mario abbia qualcuno con cui parlare. Mi racconta come, a distanza di due anni, ancora si sveglia con le mani protese nel vuoto a cercare la brandina superiore del letto a castello.
Vita distrutta, non ha più niente, gli amici gli hanno girato le spalle, molti parenti pure. Si adatta con qualche lavoretto, ha sempre paura che qualcuno lo possa riconoscere.
Poi arriva il giorno del primo processo: Mario viene assolto a formula piena, con la sentenza che dice che se la presunta vittima, invece che maschio fosse stata femmina, ci si sarebbe limitati giusto ad un pettegolezzo. A qualcuno l'assoluzione non piace: l'assoluzione di Mario suona come uno smacco. Questo "Qualcuno" ricorre quindi in Appello ed ancora per Mario l'incubo dell'attesa. I tre giudici confermano la sentenza di primo grado in toto: Mario è innocente. I giornali quasi non ne parlano. Lo invito a fare rivalsa, a recuperare i suoi soldi, a distruggere chi gli ha rovinato la vita, a pretendere il risarcimento per l'ingiusta detenzione. Mi dice che vuol solo riacquistare la sua serenità, mi chiede di aiutarlo a far sparire dai blog la sua storia: vuole solo riprendere ad insegnare inglese.

 

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Notiziegay.it, 25 mar 10

 

Il Tavolo Lgbtq* di Trento contro Enrico Oliari

 

Come lesbiche e gay che attraversano l'Università di Trento quotidianamente prendiamo le distanze dall'invito rivolto dalla professoressa C. G. a Enrico Oliari - esponente dell'associazione dei gay di centrodestra Gaylib - in occasione dell' incontro che si terrà il 25 Marzo presso la facoltà di Sociologia. Anche se non interpellat*, ci piacerebbe rendere noto, a chi non lo conoscesse, chi è Oliari.

Si definisce uomo della destra sociale, iscritto ad Alleanza nazionale, nel 1997 fonda "Gaylib, l'associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra". Nel 2008 decide di organizzare il pride della destra gay a Provesano di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone), sulla tomba di Pim Fortuyn, controverso personaggio politico gay olandese, assassinato nel 2002 che Oliari venera come un martire. A caratterizzare la politica di Pim F ortuyn erano le posizioni fortemente contrarie all'ingresso in Olanda di emigranti di religione islamica sulla base della teoria secondo cui le politiche di integrazione multiculturale avevano fallito rendendo Rotterdarn una città fortemente omofoba. Gaylib ne sposa in pieno le idee di chiusura e criminalizzazione dei e delle migranti provenienti da paesi a maggioranza islamica tanto che nel 2004 si unisce alla battaglia leghi sta contro la costruzione della moschea a Bolzano. Il "pride di destra" di Gaylib avrebbe dovuto concludersi con la partecipazione al corteo dell' orgoglio di Lubiana, per contestare i pride italiani che "sono manifestazioni di sinistra che discriminano chi di sinistra non è", ma da Lubiana fanno sapere che da loro non sono ben accetti i berlusconiani che, oltretutto, celebrano un "fascista xenofobo", Fortuyn appunto.

Come gay e lesbiche che hanno fatto propria la lezione del femminismo, che pure si è chiesto attraverso le parole di Susan Moller Okin se il multi culturalismo facesse male alle donne, facciamo notare a Oliari che i governi di destra hanno sempre tentato di arruolare donne, gay, lesbiche e trans nelle loro guerre contro il diverso. Quando i governi di destra si sono accorti che fare leva sulle politiche sessuali poteva assumere nella loro guerra al musulmano categorie di persone altrimenti non cooptabili hanno attinto a questa strategia a piene mani. Noi a queste strumentalizzazioni non ci prestiamo e nutriamo anche dubbi sulla buona fede di chi, invece, ci si presta!

E sempre dal femminismo abbiamo imparato che ciascun* deve partire da sé, quindi noi come donne, gay e lesbiche ci sentiamo più chiamat* in causa quando Bagnasco dà indicazioni di voto di quanto non ci sentiamo in pericolo dalla costruzione di una moschea!

A Oliari, che è presidente di un'associazione che pretende di tutelare i diritti di gay, lesbiche e trans e che nel suo statuto si dichiara contraria all' adozione di bambini e bambine da parte di coppie omogenitoriali, facciamo notare che tale posizione è chiaramente omofobica, così come le argomentazioni da lui apportate a suo sostegno. Ed è singolare che Gaylib ed esponenti della chiesa cattolica si trovino così in sintonia sull'argomento della maternità e della paternità lesbica e gay. A questa posizione non riconosciamo nessuna onestà intellettuale, neppure quando si fa schermo dello sbandierato interesse dei/delle minori prima che di quello degli adulti e delle adulte. Questa è una posizione ideologica che attinge a categorie irrazionali e che non tiene conto neppure di una consolidata letteratura sul tema che documenta una sostanziale omogeneità nei processi di crescita dei bambini e delle bambine, siano essi/e cresciuti/e in famiglie omogenitoriali o eterosessuali.

A Oliari, che rivendica la pluralità degli orientamenti politici nel movimento gay, lesbico e trans, diciamo che con lui non abbiamo nulla da spartire e che se è certamente lecito in questo paese esprimere posizioni di destra anche se si è gay, riteniamo meno legittimo che si ascrivano queste posizioni a un legittimo pluralismo del movimento. Il movimento gay negli USA nasce come movimento di liberazione a fianco di quello femminista e afroamericano. In Italia trae origine nell'ambito dei movimenti autonomi ed extraparlamentari degli anni '70. Oliari non c'entra nulla con il movimento! Che peraltro si esprime ogni anno in una manifestazione, il pride, che Gaylib - di cui Oliari è presidente - apostrofa come "un'occasione di provocazione autoreferenziale, talora contraria al buon costume ed al comune senso del decoro".

Questo dato storico dà anche a Oliari occasione di esibirsi, appena può, in articolati esercizi di speciosa equidistanza che si concentrano prevalentemente sul ricordarci quanto siano stati crudeli i regimi sovietici nei confronti degli omosessuali. Riteniamo questo ritornello di Oliari mistificante perché mira solo a gettare discredito sul movimento che si riconosce in un posizionamento politico a sinistra che Oliari fa collassare, sic et simpliciter, con un indistinto bolscevismo sovietico. A Oliari, che guarda con sdegno alla tradizione di sinistra del movimento, ricordiamo che anche tra le lesbiche, gay e trans di sinistra non c'è nessun* che rivendica Stalin! Si può dire lo stesso di chi si dichiara di centro destra e scandisce i suoi discorsi con "boia chi molla?" Contemporaneamente, in ogni caso, ricordiamo con orgoglio a Oliari che la costituente che ha fatto nascere questo paese dalle macerie del fascismo era formata anche da componenti comuniste ma non certo della destra sociale!

Infine a Oliari, che rivendica pubblicamente frasi come "meglio fascista che comunista", ricordiamo che l'apologia di fascismo in Italia è ancora un reato.

 

Froce sempre, fascisti mai

Tavolo LGBTQ* Trento

 

Rispondo brevemente a questa lettera a dir poco indecente e che ben qualifica la persona anonima che la scrive.

L’argomento dell’incontro del 25 marzo presso la Facoltà di Sociologia, al quale la Prof.ssa C.G. mi aveva invitato, si intitolava “Ospiti sieropositivi nelle RSA (Case di Riposo) del Trentino: utopia o eventualità?” e, come si evince dal titolo, verteva su un argomento di carattere scientifico, sociologico e di nursing.

La bufala nella quale è incorso l’indefinibile Tavolo LGBTQ (asterisco) è a dir poco colossale, come pure è pietosamente ridicolo far passare per fascista chi fascista non è. Ma, si sa, per alcuni basta non essere comunisti per essere fascisti. E, ignobilmente, mentre a me danno del fascista, essi, gli anonimi, si premurano di distinguersi dallo stalinismo, dimentichi del fatto che il comunismo non solo sovietico ha significato nella storia assai più vittime e persecuzioni nei confronti dei gay di quanti ne abbia fatto il nazismo. O forse La Cina, Cuba e l’Albania non erano fino a poco fa nazioni comuniste?

Ovviamente non chiedo loro di leggere la mia umile opera storica “Omosessuali? Compagni che sbagliano”, che tratta appunto dell’argomento,  poiché è risaputo che in certi ambienti universitari la cultura dei “giocattoli per adulti” ha più valore della libera formazione storica e scientifica, ma li prego di non  sostenere che io non faccia parte del movimento gay proprio nei giorni in cui la mia causa sui matrimoni fra persone dello stesso sesso è al vaglio della Corte costituzionale (magari al posto di una magra letterina potevano provarci loro… o il matrimonio è ancora un istituzione borghese?). E neppure tacciano di mancanza di onestà intellettuale, perché chi, come me, si ritiene un seguace di Voltaire e una amante della libertà di espressione non oserebbe dirlo mai a nessuno: affermare, come ha fatto l’indefinito “Tavolo LGBTQ (asterisco)” che “se è lecito in questo paese esprimere posizioni di destra anche se si è gay, riteniamo meno legittimo che si ascrivano queste posizioni a un legittimo pluralismo del movimento” è grave e la dice lunga sull'anonimo che scrive. Se, infatti, non è “legittimo”, essi hanno a disposizione le vie giudiziarie per far valere le loro posizioni (così poi mi aiutano a pagare il mutuo..), mentre se lo è, essi si comportano proprio come il bue che dava del cornuto all’asino.

 

Enrico Oliari


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