29 dic 06
Quelli che stracciano la tessera. E quelli che “l’avevamo detto!”.
Non so se in occasione del recente dibattito politico sul riconoscimento della coppia di fatto, anche omoaffettiva, hanno lasciato più di stucco (e senza parole) i comportamenti ambigui ed ipocriti di parte del centrosinistra o le aperture inaspettate e preziose di parte del centrodestra.
Certamente molti hanno visto cadere all’improvviso i loro castelli di carta costruiti in anni di impegno politico nel momento in cui le posizioni di pochi cattolici hanno messo a tacere le timide aperture dei laici dell’Unione, mentre nel centrodestra, seppur in coalizione con il velenoso Calderoli, vi sono stati consensi inaspettati persino da parte del democristiano Gianfranco Rotondi e dell’aennino Gianfranco Fini.
E così non resta che stracciare la tessera DS, giurare e stragiurare di non votare più il proprio partito, anche perché in poco tempo l’Unione l’ha fatta davvero grossa: non solo abbiamo potuto assistere ai timidissimi o forse anestetici rinvii del problema delle coppie di fatto, ma addirittura alla scomparsa dalla Finanziaria dei soldi che l’Italia deve all’ONU per la ricerca sull’AIDS; ricordate gli attacchi e le urla di dolore, i comunicati stampa di fuoco ed il fango gettato da parte del movimento omosessuale italiano quando il precedente governo, quello del Berluskaiser, non incluse nella Commissione Pari Opportunità noi omosessuali? Ebbene, è successo anche oggi, con lo scandaloso silenzio del movimento omosessuale italiano.
Non ci vedo nulla di strano neppure nelle dichiarazioni di Fassino sulle adozioni da parte delle coppie omoaffettive: si è sempre saputo che i nostri avversari politici quando vogliono affossare la discussione sui diritti delle persone omosessuali ci tirano addosso i bambini, o perché vogliamo violentarli, o perché vogliamo adottarli.
Vista la mia passione per la politica, mi sia concessa una certa soddisfazione, perché posso dire, a differenza di certi inconcludenti e logorroici “liberi pensatori”, di aver visto giusto quando sostenevo la necessità per il Movimento omosessuale di anteporre alla logica dei partiti e degli ideologismi la “causa gay”, di evitare di schierare forzatamente le associazioni per lotte che nulla hanno a che fare con noi.
Perché, in base alle logiche di certi esponenti della comunità omosessuale, un gay è automaticamente no global, antiamericano, filopalestinese, filocastrista e quant’altro? Io anche sono antiamericano, ma non lo sono di certo in quanto omosessuale.
L’errore di svendere alle sinistre il patrimonio politico e magari anche elettorale del movimento omosessuale italiano è stato poi accompagnato dalla presunzione che sarebbe bastata la sola sinistra a fare in modo che i gay italiani potessero sposarsi... pardon, pacsarsi... pardon, unirsi civilmente... pardon, essere considerati una coppia di fatto... pardon avere qualche diritto in quanto persona che fa parte di una coppia; io ho sempre sostenuto la necessità di un voto laico e transpartitico, perché era evidente (e oggi più che mai) che il mondo politico italiano non è diviso fra destra e sinistra, come hanno fatto credere al punto di crederci loro stessi, ma fra laici e cattolici presenti in entrambi gli schieramenti.
Mi deridevano quando portavo avanti, con gli amici di GayLib, l’idea rivoluzionaria di sensibilizzare il centrodestra sul riconoscimento della coppia anche omoaffettiva, per arrivare a quell’indispensabile voto transpartitico, che poi oggi appare l’unica soluzione.
Altro che stracciare la tessera: io nel mio partito ci sono rimasto, eccome!, convinto come sono che non debba rinunciare alla mia filosofia politica in quanto omosessuale e sicuro del fatto che i partiti vanno cambiati dal loro interno.
Penso davvero che in questi giorni stiamo assistendo ad una sonora lezione per quei servi dei partiti presenti nel Movimento omosessuale italiano.
Enrico Oliari