Rinascita, 20 nov 08
Gay nazional-socialisti e gay nazional-liberali. Che c’è di strano?
di Enrico Oliari – www.oliari.com
Il
nazismo rappresentò la persecuzione più cruenta per gli omosessuali tedeschi,
verso i quali era applicato rigidamente il paragrafo 175 del 1871 inasprito nel
1936; a circa 6.000 gay fu cucito su una giacca un triangolo rosa e quindi
vennero inviati nei Lager dove molti trovarono la morte.
Adolf Hitler utilizzò la scusa dell’omosessualità e del sospetto tradimento (le
prove presentate al Fuehrer da Goebbels erano false) per far fuori il capo delle
SA Ernst Roehm, unica persona in grado di minacciare la sua carriera: Hitler
ordinò alle SA di riunirsi presso un hotel in Baviera e la notte fra il 29 e il
30 giugno del 1934 vi fece irrompere le SS con lo scopo di arrestare tutti e
sparare a chi avrebbe posto resistenza.
Fino ad allora la Germania veniva dipinta spregiativamente dai giornali e dalle
classi politiche straniere come un alcova di omosessuali, specialmente dopo il
terribile scandalo gay della Tavola Rotonda del 1907, denunciato dal giornalista
ebreo Harden: vi erano rimaste coinvolte le massime cariche dello Stato ed in
particolare il principe von Eulenburg, amico intimo e consigliere
dell’imperatore, il cancelliere imperiale von Buelow, il comandante militare di
Berlino von Moltke e persino i figli dello stesso Kaiser.
L’affaire della “Tavola Rotonda” ebbe ripercussioni politiche catastrofiche
(qualcuno lo mette fra i motivi dell’entrata in guerra della Germania) e da quel
momento tutti gli scandali omosessuali europei ed italiani vennero chiamati
della “Tavola Rotonda”. Il giornalista e deputato socialista Guido Podrecca vi
scrisse pure un libello, Lo scandalo della Tavola Rotonda in Germania, che
inizia con un solenne
I tedeschi nulla hanno inventato, nemmeno la pederastia. Ma tutto hanno
sviluppato e prodotto su larga scala, soprattutto la pederastia…
L’omosessualità, intesa come condizione vissuta in modo emancipato, era comunque
molto diffusa nella Germania pre-nazista, tanto che nella sola Berlino del 1933
erano stati censiti ben 130 locali per gay e che in un suo discorso del 1937 il
comandante delle Forze di sicurezza, Heinrich Himmler, parlò dell’esistenza di
associazioni gay per un totale di due milioni di iscritti ed andò fiero degli
arresti fatti sotto la sua guida: in sei mesi abbiamo portato davanti ai
tribunali più casi noi che il praesidium della polizia di Berlino nei precedenti
venticinque anni.
Ripensando ai Triangoli Rosa ed alle persecuzioni degli omosessuali da parte di
Himmler verrebbe automatico sostenere, come fanno molti, che il nazionalismo sia
per definizione anti-omosessuale.
La storia però ci insegna che sono le dittature in generale a non tollerare il
diverso orientamento affettivo e sessuale: si pensi all’Unione Sovietica, dove
sono finiti nei gulag assai più gay che nei Lager tedeschi, ma anche a Pinochet,
a Guevara e a Castro, ai paesi comunisti africani, a quelli asiatici ed anche
tutte quelle “dittature” dei paesi ove ancora oggi vige il fondamentalismo
religioso.
In tema di diritti delle persone omosessuali nessuno che si riconosca in
un’ideologia politica può permettersi di contrabbandare le proprie radici
ideologiche per omofile.
Bisogna
quindi avere un approccio del tutto diverso: il proprio orientamento affettivo e
sessuale non ha nulla a che vedere con la fede politica, semplicemente perché
l’uno rappresenta una condizione innata, mentre l’altra è dovuta alla libera
scelta e convinzione dell’individuo. Poi ad ognuno spetta decidere come e in che
grado far convivere in sé stesso le due realtà, se con un equilibrio armonioso o
se rinunciando alla propria serenità o alle proprie convinzioni.
Ed è per questo che non riesco a capire tutto questo fracasso per la possibile
omosessualità di Joerg Haider. O per caso qualcuno può accusarlo di essere stato
omofobo e quindi di presicare bene e razzolare male?
Il capo della BZOe non è stato l’unico omosessuale della destra nazionalista,
segno che non è inconsueto trovare persone con un orientamento omosessuale che
ritengono giuste per i problemi della società soluzioni diverse da quelle
passateci dall’Internazionale Comunista.
Penso alla figura di Pim Fortuyn, leader del partito olandese Leefbaar Nederland,
che prima di essere assassinato nel 2002 era omosessuale dichiaratissimo. Come
pure non si vergognavano di essere omosessuali Michael Kuehnen, leader della
destra neonazista tedesca, morto a 36 anni di Aids e Michel Caignet,
revisionista ed esponente nel neonazismo francese, a 26 anni ustionato
gravemente con l’acido da quattro militanti sionisti. Ed era gay anche Yukio
Mishima, genio della letteratura giapponese, toltosi la vita con il seppuku nel
1970.
Ma allora se non c’è nulla di strano nell’essere gay e di destra, perché oggi
Haider è soprattutto, solamente un omosessuale? Tutte le sue motivazioni e le
sue idee politiche (condivise o avversate che siano) scompaiono davanti al
sospetto della sua presunta omosessualità e questo la dice lunga su come alla
plebaglia interessi più sapere il chi va a letto con chi piuttosto che il
messaggio politico di quella persona.
Haider un politico che ha vinto alle elezioni? Macchè… Haider era in un locale
gay prima di schiantarsi con l’auto.