Rinascita, 15 feb 07
E LA DESTRA ITALIANA PERDE UN'OCCASIONE STORICA: ACCAPPARRARSI I PACS
di Enrico Oliari
Pacs: parola infernale il cui significato, com'è tipico di noi italiani, tutti conoscono, ma ben pochi, soprattutto i nostri politici, sanno di che si tratti.
Dal marasma delle dichiarazioni contrastanti dei leader dei partiti a favore o contro la creazione del nuovo istituto giuridico, ne stanno uscendo di tutti i colori, con posizioni che rasentano il grottesco: almeno in questo caso, è proprio il caso di dirlo, il mondo politico si è diviso fra cattolici e laici, con molti pseudo-liberali e neo-fondamentalisti cattolici finalmente usciti allo scoperto.
La diaspora democrstiana dell'era di Mani Pulite ha distribuito i suoi figli in modo equo in tutte le coalizioni, dando ai programmi dei partiti un'indelebile impronta di sudditanza ai dettami dei Ruini vari, ridicolizzando, nei fatti, la filosofia politica di Alcide de Gasperi, il quale, da autentico cattolico, voleva una netta distinzione fra Stato e Chiesa.
Capita così di imbattersi in personaggi di primo piano della Casa delle Libertà, come l'on. Bertolini e lo stesso Silvio Berlusconi, che professano la Libertà come bene supremo ed obbiettivo unico, salvo poi mettere una serie di distingo e di paletti che li portano a rinnegare il loro stesso credo.
Tuttavia è la sinistra prodiana con le sue indecisioni ed i suoi bizantinismi a fare la figura più magra: è lì che i Pacs diventano ancor più la Cartina di Tornasole che mostra tutta l'impreparazione alla problematica e soprattutto le gravi contraddizioni che albergano nel mondo politico.
Quello che è certo o che vi sono milioni di italiani che non possono o non vogliono sposarsi, magari perchè nel momento dei tre anni di separazione in vista del divorzio o per motivi legati alla fede religiosa (vi sono persone che scelgono di non risposarsi proprio perchè divorziate, le quali però vivono conun nuovo partner), o perché omosessuali: allo Stato non deve interessare cosa fanno i cittadini-contribuenti sotto le lenzuola.
Negli altri Paesi dell'Europa occidentale la questione Pacs è già stata affrontata e, condiverse forme, risolta, tanto che l'Italia, grazie all'immobilismo e all'incapacità dei nostri parlamentari, rimane uno degli ultimi Stati membri (in compagnia dell'Austria e della Grecia) a non aver ancora fornito una risposta alle coppie di fatto, in barba alla Risoluzione del Parlamento di Strasburgo A30028 del febbraio 1994; poco importa ai vari Binetti e Rutelli se il nostro Paese è già stato superato da nazioni come il Sudafrica, il Messico o la Slovenia, l'importante non è superare lo Stato della Città del Vaticano.
I Pacs sono un’opportunità, un insieme di diritti e di doveri che i singoli esercitano all’interno di una convivenza, improntati sulla solidarietà, sui progetti comuni e su quanto insieme queste persone hanno costruito, cosa che non minaccia minimamente il matrimonio tradizionale ed è ridicolo vedere in questa conquista sociale un attacco alla famiglia.
Perché, lo sappia “Nerone”, il quale pecca di ingenuità sulle pagine di Rinascita del 6 febbraio, che a mettere in crisi la famiglia con diciassette secoli di tradizione non sono i gay o i Pacs, ma il precariato nel mondo del lavoro, l’alto costo della vita, il caro-alloggi, il costo dell’istruzione e della sanità.
Altro che “attacco alla famiglia”, caro “Nerone”, ma stabilità sociale e responsabilità dei conviventi: in Francia, dove i Pacs sono stati istituiti nel 1998, vi si sono unite in cinque anni 400.000 persone, molte delle quali si sono poi sposate portanto ad un aumento dei matrimoni ed a una riduzione dei divorzi, doviuta al fatto che le coppie, prima di sposarsi, convivono.
“Nerone” dà l’impressione di sentenziare senza conoscere i fatti, specie quando attacca le relazioni omosessuali (che io preferisco definire “omoaffettive”), rapporti di coppia che lui definisce, proprio come certi politici attaccati all’abito talare, “contronatura”, rubando così il lavoro a Dio ed erigendosi a giudice per stabilire lui cosa sua la Natura ed il Contronatura.
In questo momento di grande confusione la destra italiana ha il dovere di abbracciare la questione dei Pacs e di prevenire leggi mal fatte che il governo di sinistra potrebbe partorire.
La destra italiana deve approfittaredella debolezza della coalizione di Prodi, mettere da parte i bigottismi e formulare proposte concrete affinchè ai conviventi che scelgano l’istituto dei Pacs siano garantiti determinati diritti e pretesi determinati doveri in nome della solidarietà e dell’assistenza reciprova fra i partner.
Persino la Costituzione viene letta a proprio piacimento e cosumo degli pseudo.clerico-conservatori, laddove l’articolo 29 vede sì nella famiglia la cellula su cui si fonda la società, ma non nega la possibile esistenza di altre forme di famiglia o del riconoscimento delle coppie di fatto.
Ma chi lo dice che riconoscendo un diritto se ne nega un altro?
Non concedere la dignità del riconoscimento pubblico delle convivenze, siano esse omo che eterosessuali, significa chiudere gli occhi davanti ad una realtà tutt’altro che trascurabile e sarebbe davvero sconcertante vedere un domani anche leader del centrodestra unirsi in Pacs, come già è accaduto con il divorzio.
Vi è poi la questione omosessuale, la quale meriterebbe da sola un intero capitolo.
Certo è che se i gay italiani una volta vivevano segretamente, oggi lo fanno con più coraggio e dignità.
Davanti ad un fenomeno di emancipazione di tale portata (secondo l’Oms riguarderebbe fra i tre ed i quattro milioni di italiani), è davvero necessario lasciare alle sinistre il monopolio di una tale battaglia di uguaglianza e di libertà? O piuttosto è la destra italiana che, pur di fare il gioco delle parti, dà addosso ai gay e cade ancora una volta nel tranello della sinistra?
Neppure Mussolini era impregnato di tanta omofobia come lo sono certi politici di oggi; nel 1930 furono addirittura gli stessi fascisti a bocciare in parlamento una legge pensata per condannare gli omosessuali. Che arrivino oggi i vari “Nerone” e Mastella a discriminare i gay?
Semmai la realtà è che tutto il mondo politico italiano, ed in particolare il centrodestra, si è trovato impreparato di fronte alla proposta dei Pacs, argomento discusso da decenni nella restante Europa.
Sì, la politica italiana ancora una volta e forse oggi più che mai si è dimostrata bigotta, con poca voglia di lavorare e soprattutto tanta ottusità.