GayLib, 11 mar 08
I gay romani masochisti?
di Enrico Oliari - www.oliari.com
Se esiste al mondo il paese delle meraviglie di Alice, quello è la piazza romana della comunità gay.
Sempre più spesso capita infatti di rimanere stupefatti, per non dire allibiti, per via dell’impreparazione e del pressappochismo di certi esponenti delle associazioni gay romane i quali, chissà perchè, arrivano alla quadratura del cerchio pur di ingraziarsi i vecchi ed i nuovi padroni.
Per carità, nessuno di noi è uguale all’altro e ciascuno ha le sue opinioni ed il suo modo di interpretare la politica gay, ma quello che da noi ed altrove si chiama “militanza per gli interessi della comunità omosessuale italiana”, a Roma diventa l’ennesima farsa di una campagna elettorale di per se già sufficientemente pietosa.
E così nel momento in cui gli altri esponenti del movimento gay di centro-sinistra denunciavano le estromissioni di possibili candidati dalle liste e, peggio, la scomparsa delle nostre tematiche dalla dialettica e dai programmi, c’era chi faceva di tutto per piacere ar Piacione, alla faccia di quel Delanoe di Franco Grillini, deputato e candidato sindaco dell’Urbe, da sempre autenticamente impegnato per i diritti dei gay.
Sabato scorso a Milano la piccola GayLib, a testa alta e con le bandiere spiegate, interveniva in modo critico alla manifestazione di Berlusconi e di Fini distribuendo pacchi di volantini per il riconoscimento della coppia gay, proprio mentre a Roma Francesca Grossi di Arcilesbica e Fabrizio Marrazzo di Arcigay dichiaravano il loro appoggio al nuovo beniamino del mondo gay, il candidato sindaco Francesco Rutelli.
Oddio, che Marrazzo interpretasse in un modo tutto suo la presidenza di un’associazione gay non è una novità: qualche mese fa si era persino ben guardato dall’appoggiare la protesta per la mancata approvazione delle unioni civili nella capitale (che, tra l’altro, erano nel programma elettorale dell’allora sindaco Walter Veltroni) e dopo qualche giorno riceveva una bella ed ampia sede per la “sua” Arcigay al Testaccio, superando nella graduatoria associazioni che avevano fatto domanda già anni prima; aveva anche urlato e si era stracciato le vesti quando un giovane si era suicidato, vedendo nel movente del tragico gesto un’omosessualità che non esisteva, cosa che fece infuriare i genitori e gli amici della giovane vittima.
Oggi però l’appoggio dato oggi a Rutelli ha dell’incredibile.
Perché quanto Grillini è uno dei padri del movimento gay italiano, tanto Rutelli è uno dei nemici della causa gay italiana e ci vorrebbero i fogli di un’enciclopedia per raccogliere i suoi interventi a danno della comunità gay ed a favore del Vaticano.
Già nel 2000, quando era sindaco di Roma, aveva ritirato, su richiesta dell’Oltretevere, il patrocinio della città al Wold Pride (dico, il World pride!), sollevando le proteste dei militanti omosessuali (quelli veri!), i quali però furono ancora più incazzati nel 2005 quando lo stesso Rutelli dichiarò la sua netta contrarietà al riconoscimento della coppia gay prevedendo al massimo dei contratti privatistici individuali (Il Corriere della Sera, 19.9.2005), che poi è la stessa cosa che sostiene un altro Francesco candidato sindaco, Storace; nel 2007, quando era rappresentante del governo, si spinse anche oltre, affermando che prima dei DiCo, che già non riconoscevano la convivenza ma solo i diritti dei conviventi, vi erano ben altre priorità a cui pensare (La Repubblica, 4.3.2007); ed infine venne il tempo del Family Day, al quale il vicepremier Francesco Rutelli avrebbe partecipato volentieri, se non avesse rivestito un ruolo di Governo (Il Corriere della Sera, 10.5.2007).
Personalmente sono convinto che agli esponenti politici non vada scontato nulla: i nostri diritti non vanno trattati a mezze misure, proprio perché sono diritti.
Noi, che siamo un’associazione di centro-destra, non cerchiamo umilianti compromessi con gli esponenti del PDL ed oggi siamo noi a proporre l’alternativa del Riconoscimento della coppia omoaffettiva, dignitosa e nel contempo rispettosa dei nostri valori.
Al contrario la Grossi e Marrazzo chiedono alla comunità gay romana di credere alle promesse elettorali di Francesco Rutelli e di prendere di conseguenza le distanze da Franco Grillini reo, a loro dire, di essersi schierato con i socialisti di Boselli.
Tuttavia con la sua scelta laicista, Grillini ha dimostrato quella coerenza e quella serietà che ai due esponenti di Arcigay e di Arcilesbica sembrano mancare: davvero essi pensano che la comunità gay italiana sia così fessa da farsi abbindolare dalle ennesime promesse di Francesco Rutelli?