DESTRA IN AVANTI
Adnkronos/Ign, 9 dic 06
Mozione Cdl al Senato. Schifani (Fi): "Ferma opposizione a questa deriva zapaterista"
Coppie di fatto, continua la polemica
(omissis)
Più moderato nel suo giudizio invece il senatore di An Francesco
Storace. ''Se l'Unione lasciasse stare alcuni bellicosi furori, anche al
centrodestra farebbe bene una franca discussione in materia di politiche
per la famiglia. Da un parte l'Unione non può pretendere di considerare
tutto una priorità, dall'altra la Cdl deve ragionare su quanto invece
riguarda il valore rappresentato dalla dignità del diritto della
persona, compreso il discutere di unioni diverse dal matrimonio con le
quali, dopo anni di rifiuto, abbiamo il dovere di confrontarci".
"La Repubblica", 5 set 05
Sì al PACS nella Sanità
L'apertura del Ministro della Salute: "Giusto che le coppie omosessuali si
registrino all'ASL". Grillini: "Fatto largamente positivo"
di Paolo Berizzi
Milano - La maggior parte è favorevole, qualcuno scettico, pochi, nel
centrosinistra come nel centrodestra, quelli contrari a priori. Fa discutere
l´apertura del ministro per la Salute, Francesco Storace, sul Pacs nella
Sanità.
«È giusto che le coppie omosessuali possano registrarsi alle Asl», aveva
dichiarato il ministro in un´intervista a Repubblica. Un´uscita considerata da
molti sorprendente, viste le posizioni, non proprio morbide, tenute in passato
sull´argomento. Ma che adesso, a maggior ragione, apre un dibattito politico
serio.
Quella di Storace è stata qualcosa di più di una semplice riflessione: ed è
stata accolta come un viatico che può portare in tempi brevi a una
parificazione - per ora sanitaria, poi chissà - dei diritti delle coppie gay
conviventi. «È un fatto largamente positivo - commenta Franco Grillini,
parlamentare diessino e presidente onorario Arcigay nonché primo firmatario
della proposta di legge sui Pacs - Bisogna cominciare ad affrontare in concreto
la questione dei diritti delle coppie conviventi, omosessuali comprese. Quindi
ben vengano anche provvedimenti parziali come quello annunciato del ministero
della Salute». C´è chi, come i parlamentari verdi Paolo Cento e Natale
Ripamonti, si aspetta adesso da Storace fatti concreti: «Meglio tardi che mai -
sottolineano - finalmente anche a destra si comincia ad avvertire la necessità
di tutelare i diritti delle persone indipendentemente dall´orientamento
sessuale. Il prossimo passo potrebbe essere il riconoscimento delle coppie di
fatto».
È su questo punto che interviene Ignazio La Russa, di An: «Attenzione a non
strumentalizzare le parole di Storace - dice - . Del Pacs sanitario ne abbiamo
parlato insieme quest´estate. È un´ipotesi sulla quale si può lavorare. Ma che
non va letta come un´apertura alle unioni civili». Il suo collega di partito e
senatore Riccardo Pedrizzi dice che «il riconoscimento dei Pacs nella sanità va
consentirlo a tutti coloro che convivono stabilmente, a prescindere
dall´orientamento sessuale».
Uno che già mesi fa si era espresso a favore del riconoscimento giuridico delle
coppie di fatto è Sandro Bondi: «E allora ben venga la registrazione delle
coppie gay al servizio sanitario», spiega il coordinatore nazionale di Forza
Italia, che resta però contrario sia al matrimonio che all´adozione di figli da
parte di coppie omosessuali. «Un primo passo importantissimo», esulta il
presentatore Alessandro Cecchi Paone: «In An si sta muovendo qualcosa che
merita attenzione - ragiona - . Prima l´apertura di Fini sulla fecondazione
assistita, adesso questa bella iniziativa di Storace...». Qualcuno, però,
mostra scetticismo:
«L´uscita del ministro per la Salute è aberrante, grottesca, contraddittoria»,
taglia corto Saverio Aversa di Rifondazione. «Come fa a dire sì al Pacs
sanitario e no al Pacs nelle unioni civili? O le coppie omosessuali esistono, e
vengono legittimate, o non esistono». Il giudizio più tranciante, e anche il
più colorito, è però quello del ministro delle Riforme Roberto Calderoli: «Mi
viene da ridere. Il buon Dio ci ha fatto con requisiti diversi: uomo e donna.
Io rispetto questi requisiti. E comunque in Italia l´assistenza sanitaria è già
prevista per tutti, omosessuali e eterosessuali».
GayNews, 17 nov 06
ITALIA. ACCORDO BIPARTISAN PER IL DIRITTO DI ASILO A GAY PERSEGUITATI
Francesco Storace di An: "un atto di grande civiltà"
Una convergenza fra destra e sinistra sul diritto d'asilo per gli
omosessuali in Italia: si è verificata ieri al Senato, tra uno scontro e
l'altro sul Dl fiscale. Con l'accordo di Udc, An e parte di Forza
Italia, è stato riscritto un emendamento, che dovrebbe andare in
votazione martedì prossimo, presentato dal senatore dei Verdi Giampaolo
Silvestri, che garantirà agli omosessuali perseguitati in patria di
poter essere accolti in Italia come rifugiati.
Quando Silvestri interviene per illustrare il suo emendamento alla
legge, in aula c'è il consueto brusio. Ma progressivamente, l'esponente
ambientalista si guadagna l'interesse e anche un teso silenzio dell'aula
di Palazzo Madama, facendo un lungo elenco delle pene previste nel mondo
per il reato di omosessualità, in molte nazioni punita con punizioni
corporali, la reclusione fino all'ergastolo, la pena di morte. Silvestri
richiama il governo "a essere un po' più cauto quando dà patenti di
democrazia compiuta a Paesi, come per esempio la Tunisia, e prima di
esprimere giudizi impegnativi e assolutamente impropri". E ricorda
all'aula che "ciò che stiamo votando non è una questione ideologica, non
c'entra alcunché con i Pacs, con la famiglia, con le convinzioni
personali di chiunque, ma è una norma di civiltà che può salvare la vita
a molte persone".
Il governo, rappresentato dal ministro per le politiche comunitarie Emma
Bonino, era orientato ad accogliere solo come raccomandazione la
proposta di Silvestri. Poi interviene il presidente dell'Udc Rocco
Buttiglione, che propone a Silvestri di riformulare l'emendamento,
proponendo tra i "gravi motivi" per la concessione dell'asilo "quelli
relativi alla discriminazione e alla repressione di comportamenti non
considerati come reato dalle leggi italiane". Sulla stessa linea
Francesco Storace di An, secondo il quale introdurre la nuova norma
"sarebbe un atto di grande civiltà con il quale io sarei d'accordo,
mentre mi sembra discriminatorio prevederlo per un'unica categoria di
persone che possono essere oggetto di discriminazione nei loro Paesi".
Contrario Andrea Pastore di Forza Italia, secondo il quale la legge
comunitaria, attuando disposizioni internazionali, non si presta ad
essere utilizzata per introdurre una norma di questo tipo.
Ma all'interno del gruppo azzurro, si leva la voce favorevole di Alfredo
Biondi, già viceopresidente della Camera, che sottolinea di aver
ascoltato "con grande attenzione e ammirazione l'elenco della colonna
infame di quei Paesi nei quali le convinzioni personali, le propensioni
sessuali e il modo di vivere di ciascuno sono considerati delitto" e
invita Silvestri ad accettare la riformulazione dell'emendamento.
Silvestri accetta, e a fine seduta commenta: "Sono molto contento, mi
pare che almeno sui diritti individuali questo parlamento dimostra che
quando c'è di mezzo rischio vita persone prende atto necessità
legislativa".
L'intervista di Francesco Storace a Repubblica
Da "La Repubblica del 4 settembre 2005 di Paolo Berizzi
STORACE: "DICO SÌ AL PACS NELLA SANITÀ"
Giusto che le coppie di omosessuali si registrino all'ASL. L'apertura del
ministro di AN. "Si è voluta mortificare una persona e credo che questo avrà
dei risvolti penali"
Milano - Raccapricciante. Discriminante. Razzista. Usa questi aggettivi il
ministro per la salute Francesco Storace. "Ho l'impressione che al Policlinico
si sia voluta mortificare una persona, e credo che questo comporterà dei
risvolti penali". Ministro, che cosa farà per il caso di Paolo Pedote? "Ho
aperto un'inchiesta proprio per capire il perché di certi comportamenti, di
certe risposte da parte dei medici a chi,
legittimamente, voleva donare il sangue". Com'è possibile che nel 2005,
nonostante ci sia una legge precisa in materia, un ospedale rifiuti un donatore
omosessuale? "è quello che mi chiedo anch'io. Per questo accerterò ogni
responsabilità. In questa storia c'è uno sfondo di razzismo. Adesso i medici e
i dirigenti del Policlinico dovranno rispondere a me". A Pedote, dopo avergli
rivolto domande sulla sua vita privata e sessuale, hanno detto che il problema
sono i rapporti sessuali tra maschi. Che secondo loro sono sempre a rischio. Le
lesbiche invece vanno bene. "Fare domande sul comportamento della persona è
giusto. Ma l'omosessualità non può essere una discriminante contro il
donatore. Oltretutto il sangue viene poi controllato, praticamente
vivisezionato. Scartare una persona sulla base dei suoi orientamenti sessuali
è discriminatorio. Non lo accetto". Fa un certo effetto sentirle dire queste
cose. Proprio lei che è sempre stato accusato di omofobia. "Guardi, su di me
hanno praticamente scritto un romanzo. Storace ce l'ha coi gay, Storace è
razzista, reazionario. Credo di aver dimostrato invece una certa sensibilità. E
le dirò di più. Ho sempre detto di essere contrario ai Pacs, alle unioni
civili. Lo confermo. Ma il problema del rapporto gay-sanità me lo pongo. E per
questo sto seriamente pensando che dare alle coppie gay che hanno una
situazione stabile la possibilità di registrarsi al servizio sanitario, sarebbe
una cosa giusta". Ministro, questa è una notizia. "Questa è una notizia".
Gli omosessuali sdoganeranno Storace. "Quest'estate mi sono molto documentato
sui Pacs, sui diritti delle coppie gay. E ho maturato l'idea che le ho detto".
Torniamo al caso del Policlinico. Il suo predecessore, Girolamo Sirchia, ha
liquidato la faccenda come una tempesta in un bicchiere d'acqua. Un problema
che non sussiste. "Io non voglio fare polemiche con chi mi ha preceduto al
ministero. Io faccio il ministro secondo coscienza, con le mie idee e la mia
sensibilità, e su fatti come quello successo a Milano sono intollerante". Crede
davvero ci possano essere reati penali contro la persona? "Questo lo vedremo,
poi semmai toccherà decidere ai magistrati. Credo comunque che un fascicolo la
Procura di Milano dovrebbe aprirlo". De Lorenzo nel '91 aveva vietato ai gay il
diritto di donare il sangue. "Eravamo in piena psicosi da Aids.
Oggi stiamo facendo passi avanti nella ricerca contro la malattia. Un clima da
caccia alle streghe non fa bene alla cultura del nostro Paese. La società non
può negare un diritto ad un azione civile bella come la donazione". Lei dona?
"Da molti anni. Siccome sono asmatico, periodicamente, su consiglio medico,
sospendo. Quelle dei donatori sono storie umane straordinarie. Da presidente
della Regione Lazio ho conosciuto gente che era mortificata perché dopo 180
donazioni ha dovuto smettere. A Viterbo organizzavano i Dracula party: prelievi
di sangue collettivi. Una cosa eccezionale".