ALESSANDRO CECCHI PAONE
ANSA)
- ROMA, 2 GIU - In un'Italia ancora bacchettona Niki Vendola e Franco Grillini,
alla prima candidatura nell'87 per il Pci, ne furono i pionieri. Negli ultimi
anni, invece, l''outing', o meglio il 'coming out', la confessione in pubblico
delle proprie preferenze sessuali, e' quasi diventato di moda accomunando
politici italiani e internazionali a star del cinema e dello spettacolo, dal bel
Rupert Everett al nostrano Leo Gullotta. L'ammissione di Cecchi Paone fara'
discutere non tanto per l'originalita' della confessione quanto per il fatto che
corre alle Europee sotto il simbolo di Forza Italia, partito di maggioranza del
centro-destra. Ed infatti non si fa attendere il commento di Franco Grillini,
deputato Ds che aveva dichiarato la sua omosessualita' ancora prima di entrare
in polithca, nel lontano '87. ''La dichiarazione di Cecchi Paone - afferma il
deputato Ds - sui diritti civili degli omosessuali, rappresenta un fatto molto
positivo che proviene da un esponente e candidato del centrodestra, in un
momento in cui il centrodestra purtroppo dice tutt'altre cose''. Grillini
puntualizza che l'espressione in voga, 'outing', e' in realta' sbagliata perche'
indica, nel vocabolario gay, la delazione di omosessuali che sono omofobi mentre
il termine esatto per chi sceglie di confessare i propri gusti e' coming out.
Non hanno mai nascosto i propri gusti sessuali e anzi ne hanno fatto oggetto di
battaglie politiche dagli scranni del Parlamento, anche i colleghi Niki Vendola
e Titti De Simone. Nel 2000, dopo che il verde Alfonso Pecoraro Scanio sollevo'
un
caso nazionale accennando alla propria bisessualita', il parlamentare pugliese
invito' tutti i colleghi parlamentari a uscire allo scoperto. ''Nel nostro paese
- affermo' Vendola - vige una doppia morale per cui certe cose puoi farle, ma
non puoi dirle. Credo che molti colleghi abbiano paura di perdere il
consenso tirandosi fuori dal buio e facendo luce sulla propria vita''. Altro che
perdita di consenso elettorale, per il settimanale francese 'Liberation', che
affronto' la vessata questio quando Bertrard Delanoe confesso' la propria
omosessualita' prima di candidarsi a sindaco di Parigi, il coming out e' un'arma
elettorale. Stessa procedura seguita nel 2001 dal sindaco di Berlino Kalus
Wowereit, che prima di venire eletto per i socialdemocratici aveva confessato in
pubblico la sua omosessualita' con l'argomento di voler evitare un'infame
campagna di diffamazione. Nessuna vergogna, anzi vero e proprio orgoglio per il
laburista Peter Mandelson, fedelissimo di Blair e responsabile per l'Ulster, che
nel 2000 si fece fotografare all'uscita dal teatro insieme al suo compagno. Nel
mondo dello star system, solo all'apparenza meno chiuso di quello politico, a
dare il via alle confessioni pubbliche sulle proprie preferenze sessuali non fu
certo Rupert Everett ma senza dubbio il suo caso fece scalpore soprattutto tra
le schiere di ammiratrici. ''Sono gay - disse nel '95 ad un tabloid non posso
piu' fingere. Una delle cose piu' fantastiche dell' essere gay e' che non
bisogna prendersi cura di una famiglia. Mi piace non avere responsabilita''.
Forse incoraggiato dall'attore inglese, sempre nel '95, l'attore Leo Gullotta,
in un' intervista al settimanale 'Rome gay news' che confesso' la propria
omosessualita'. ''Non l'ho mai detto prima - spiego' Gullotta - perche' fa parte
di un' immagine che in un paese come il nostro bisogna saper valutare e saper
dire, visto che immediatamente, nonostante tutti i discorsi che si fanno in
proposito e nonostante le battaglie combattute, sei puntualmente additato,
soprattutto se sei noto''. Un appello a gay e lesbiche 'famosi' a uscire allo
scoperto e' stato piu' volte rivolto dal cantante Renato Zero e l'anno scorso
l'attore britannico Ian Mc Kellen, candidato all'Oscar per l'interpretazione di
Gandalf ne 'Il Signore degli anelli', ha attaccato le star di Hollywood che
rifiutano di dichiarare la loro omosessualita' perche' cosi' prendono in giro
loro stessi ed i fan. (ANSA).
Il Corriere della Sera 3 giu 04
IL
CONDUTTORE CANDIDATO CON FORZA ITALIA
Cecchi Paone: «In Europa difenderò i diritti dei gay»
«Ho talmente bisogno oggi di una donna o di un ragazzo che se lo trovassi me lo
porterei subito in campagna elettorale mano nella mano». Cecchi Paone,
candidato per Forza Italia alle europee rivela così la sua «omoaffettività»
a Vanity Fair in edicola oggi. Il conduttore vuole «essere espressione e punto
di riferimento delle realtà omosessuali». Gli fa orrore la legge sulla
fecondazione assistita e si è candidato per difendere i diritti dei gay. Di sè
dice: «Sono rimasto fermo sull'eterosessualità». Nonostante i buoni
propositi, Cecchi Paone dichiara di non essere innamorato. «Adesso- dichiara -
amare mi darebbe energia. Mi piace dormire abbracciati, camminare allacciati».
La dichiarazione è stata accolta con favore da Franco Grillini.
Il candidato azzurro: sarò punto di riferimento delle realtà gay. Biondi:
bene, FI non sia bigotta
«Dirò tutto», Cecchi Paone dichiara la bisessualità
MILANO - «Se fai politica devi essere onesto: chi mente su aspetti privati, può
mentire su tutto». Così Alessandro Cecchi Paone spiega perché ha fatto outing
dichiarando di essere passato dall’eterosessualità alla bisessualità e di
essere alla ricerca di un amore vero, donna o uomo poco importa. Il giornalista
e conduttore de «La macchina del tempo» è candidato alle elezioni europee per
Forza Italia ha deciso di «dire tutto anche sulla mia vita privata: la gente
deve sapere che io dico sempre la verità». E ha aggiunto: «Basta con
l’immagine di un’Italia ipocrita. L’Europa è piena di personaggi
pubblici, ministri e sindaci gay dichiarati». Cecchi Paone ha dunque deciso di
scendere in campo per «essere espressione e punto di riferimento delle realtà
gay». Ha dichiarato la sua «omoaffettività» in un’intervista al
settimanale Vanity fair , in edicola oggi: «Sono rimasto fermo
sull’eterosessualità per un po’, poi, forse dai 35 anni, sono andato su e
giù nello spazio che sta tra eterosessualità e bisessualità. Ho avuto grandi
amori con donne. Ora, se trovassi un amore intenso non avrei problemi a
presentarmi a cena o alla prima della Scala con un uomo». Cecchi Paone aveva già
concesso un’intervista sullo stesso argomento alla rivista gay
Lui-Guidemagazine , nel numero di maggio con una sua foto in copertina.
Dichiarazioni che hanno suscitato il consenso di Franco Grillini, presidente
onorario di Arcigay e la solidarietà «a nome dei gay Ds» di Andrea Benedino («Uniti
per l’Ulivo»). Anche Alfredo Biondi (FI) è solidale: «È stato coraggioso,
sono convinto che le sue dichiarazioni non diminuiranno le sue chance
elettorali, anzi». Nel partito verrà apprezzato questo outing? «Berlusconi ha
sempre detto che Forza Italia è un partito liberale. E io mi auguro che si
possa guardare ai diritti di tutti, spero che non ci sia una realtà bigotta».
Critico sulla scelta dell’ outing Roberto Rosso, cattolico e deputato di FI:
«Non credo che la sessualità di un candidato riguardi gli elettori. Chi va a
votare deve pensare alle questioni importanti non con chi va a letto Cecchi
Paone».
Maria Volpe
LIBERO,
3 giu 04
di Mario Prignano
ROMA - In gergo si chiama “coming out”, una specie di
confessione-rivelazione. Ogni tanto se ne vedono e se ne sentono: sono gay e non
me ne vergogno, anzi ne vado fiero. Questa volta, però, è un “coming-out”
diverso da tutti gli altri. Non solo perché il gay-confesso in questione è un
beniamino del pubblico televisivo, un bravo ragazzo, di quelli che qualche nonna
premurosa potrebbe additare alla nipotina in età postadolescenziale come
compagno degli studi o chissà. Il fatto è che Alessandro Cecchi Paone,
ideatore e conduttore della Macchina del Tempo, volto impegnato e rassicurante
della tivù berlusconiana, è anche uno che Berlusconi in persona ha voluto
candidato alle elezioni europee del 12 e 13 giugno. Insomma, un berluscones, un
“azzurro”, uno di centro destra. Il quale, cosa mai sperimentata dalle parti
della Casa delle libertà, all’improvviso ha rotto gli argini, ha preso al
volo il primo taccuino che gli si parava davanti, nella fattispecie quello di un
giornalista di Vanity Fair, e si è confessato: «Sono rimasto fermo
sull'eterosessualità per un po', poi, forse dai 35 anni, sono andato su e giù
nello spazio che sta tra eterosessualità e bisessualità». E adesso? «Oggi
non sono innamorato di nessuno, nè uomo nè donna, una situazione che non vivo
in modo positivo. Ho talmente bisogno di una donna o di un ragazzo, che se lo
trovassi me lo porterei subito in campagna elettorale mano nella mano. Se sarò
eletto, a Strasburgo voglio diventare un punto di riferimento delle realtà
omosessuali».
Sulle prime Franco Grillini, deputato Ds e fondatore dell’Arcigay, scrolla le
spalle: «Si sapeva già. Solo che renderlo noto spettava a lui, è ovvio.
Comunque bravo Paone, spero che i gay candidati del centro-destra seguiranno il
suo esempio, senza nascondersi per paura delle conseguenze e delle
discriminazioni». E che ce ne siano di omosessuali, nella Cdl, non è solo
un’illazione o un calcolo statistico che per Grillini vale come oro colato («se
il cinque per cento degli italiani è gay, lo è anche il cinque per cento dei
candidati di qualunque schieramento»): l’ammissione viene da una fonte che più
autorevole non potrebbe essere. Si chiama Enrico Ogliari, è il presidente
dell’associazione “Gay-lib”, l’associazione omosessuale di centro
destra. Ogliari la pensa in tutto e per tutto come il suo dirimpettaio di centro
sinistra: «Paone ha avuto un coraggio da leone, qui da noi la paura di
dichiararsi è tantissima». Ovvia la curiosità del giornalista, ovvia la
risposta: «Niente nomi. Ma tra i candidati del centro destra ce ne sono almeno
quattro che io conosco. Cinque con Paone». Curiosa circostanza, sono tutti in
lista nel Nord Italia. Alleanza nazionale, per esempio, il partito di Ogliari,
ne presenta due nel Nord-est («mi raccomando, li conosco bene, sono miei amici»).
Pure Forza Italia ne schiera due, di cui uno «insospettabile». Il presidente
di “Gay-lib” è irremovibile e forse è giusto così, ma qualcosa di più la
si potrà sapere il 19 giugno prossimo, quando Ogliari organizzerà un convegno
a Grosseto «sull’occasione che il centro destra sta perdendo in tema di
difesa dei diritti omosessuali. Cecchi Paone? Al novanta per cento ci sarà
anche lui».
Se questa è la situazione nella Cdl, la presenza di omosessuali e lesbiche nel
centro sinistra vanta una tradizione, è il caso di dirlo, di lunghissima data.
Confermata, ovviamente, in occasione delle prossime europee. Il capofila si
chiama Andrea Benedino, responsabile gay dei Ds, partito per il quale corre nel
collegio Nord-ovest. Sempre nel Nord-ovest troviamo il filosofo Gianni Vattimo,
eurodeputato uscente, cossuttiano; Andrea Mieli, nipote di Mario, fondatore di
un noto circolo omosessuale romano, candidato nel partito della Bellezza di
Vittorio Sgarbi; seguono il segretario dei radicali italiani Marco Cappato («che
però è bisex», precisa Grillini) e l’altro radicale, Sergio Rovasio. Più
in là, nel Nord-est, la scena è tutta per Marcella Di Folco, leader dei
transessuali e candidata per i Comunisti italiani. Al Centro i Verdi presentano
il vice sindaco di Parigi Cristophe Girard, l’inventore delle “notti
bianche” che Veltroni ha importato a Roma. Altro nome noto è quello di Nichi
Vendola, candidato per Rifondazione comunista: l’unico di cui si conoscano le
tendenze sessuali a candidarsi nel Sud Italia.
La Repubblica, 3 giu 04
Il
candidato alle europee per FI a Vanity Fair: mi porterei una donna o un ragazzo
mano nella mano in campagna elettorale
L´outing di Cecchi Paone
Il conduttore: eterosessuale fino a 35 anni, poi bisex e omoaffettivo
"In
battaglia sento il bisogno di avere il mio compagno d´armi come Achille con
Patroclo"
di Giovanna Casadio
ROMA - Alessandro Cecchi Paone fa outing e dichiara la sua bisessualità. «Ho
talmente bisogno di una donna o di un ragazzo che se lo trovassi me lo porterei
subito in campagna elettorale mano nella mano», ha detto rivendicando la
propria «omoaffettività» in una intervista a Vanity Fair che sara´ in
edicola oggi.
Una rivelazione che viene accolta dagli applausi delle associazioni gay e dei
politici dichiaratamente omosex. Pochi. Cecchi Paone, 42 anni, romano,
conduttore sulle reti Mediaset della Macchina del tempo, si è candidato per
Forza Italia dopo tante battaglie combattute accanto ai radicali. Ha detto che a
convincerlo alla discesa in campo nelle file forziste è stato Berlusconi
stesso. Dal fronte del centrodestra pensa quindi di «difendere i diritti dei
gay» al Parlamento di Strasburgo. In un recente sondaggio era stato indicato da
una platea di signore come l´uomo più gradito, dopo Lino Banfi e Tom Cruise.
Adesso annuncia: «Voglio essere espressione e punto di riferimento delle realtà
omosessuali».
Tanto per chiarire, spiega le tappe della sua educazione sentimentale: «Sono
rimasto fermo sull´eterosessualità per un po´. Forse dai 35 anni, sono andato
su e giù nello spazio che sta tra eterosessualità e bisessualità. Ho avuto
grandissimi amori con donne che mi hanno migliorato la vita. Uno è stato con la
mia ex moglie Cristina. Se dovessi trovare un altro rapporto che mi dà questa
intensità, non avrei problemi a presentarmi a cena o alla prima della Scala con
un uomo».
Quattro anni fa a fare outing (o meglio coming out, cioè la confessione in
pubblico delle proprie preferenze sessuali) era stato il leader dei Verdi,
Alfonso Pecoraro Scanio, all´epoca ministro dell´Agricoltura, destando
scandalo per avere infranto il tabù della bisessualità. È tempo di outing
anche tra i politici, invoca Franco Grillini. Non molti raccolgono. Niki Vendola
(Prc) e Grillini (Ds) ne sono stati pionieri. Cecchi Paone cerca riferimenti
classici e confessa: «Ho la sindrome di Alessandro Magno. Che era un uomo
virile, un guerriero forte, che ha amato molte donne e ha avuto una grande
passione per sua moglie Rossane. Però, in certi momenti, la guerra soprattutto,
il viaggio, le grandi tenzoni, aveva bisogno di avere intorno a sé, più che
Rossane, gli amici di infanzia, quelli che diventeranno i suoi generali. In
particolare Efestione. Con loro viveva una dimensione affettiva tutta maschile.
Io, che conosco l´omoafettività, in battaglia sento il bisogno di avere il mio
compagno d´armi come Achille con Patroclo». Non si tratterà di un calcolo
elettoralistico? Smentita secca dal suo staff: non è la prima volta che Cecchi
Paone prende posizione pro gay.
ROMA - Onorevole Grillini, Cecchi Paone ha fatto outing...
"No. Ha fatto coming out. Sbagliano tutti... ".
Allora ha fatto coming out. Cosa ne pensa?
"Credo che abbia fatto molto bene perché rompe l'ipocrisia fortissima del
centrodestra sulla questione omosessuale. In Italia abbiamo un rapporto
difficile con la Cdl, al contrario di quello che accade con altre forze
conservatrici europee. In Norvegia il ministro delle Finanze si è sposato con
il locale magnate dell'editoria. E' come se in Italia Tremonti si sposasse con
Berlusconi. E in Danimarca il premier che Berlusconi trova tanto bello ha
chiesto alla chiesa luterana di celebrare i matrimoni gay".
Berlusconi
non sembra interessato a queste tematiche...
"E' un problema con tutto il centrodestra. L'altra sera Taormina ha urlato
in una trasmissione tv locale che lui era normale e i gay no. Ma Cecchi Paone
non è il solo candidato gay o bisessuale del centrodestra. E' il primo che ha
il coraggio di dirlo. Dovrebbero farlo anche gli altri. E sono tanti".
Nomi?
"La nostra linea è di non fare nomi per il doveroso rispetto della
privacy".
Baget Bozzo dice che lo ha fatto solo per farsi pubblicità?
"Può essere. Potrebbe aver fatto il ragionamento che ci sono molti gay che
votano per il centrodestra e potrebbero scegliere lui. Ma vale il ragionamento
contrario: chi aveva intenzione di votarlo per la sua notorietà, dopo la sua
sortita potrebbe cambiare idea. Ha comunque fatto qualcosa che noi chiediamo di
fare a tutti i candidati". (si. bu.)