In questa pagina:
- La Repubblica.it, 1 dic 08 - Depenalizzazione dell'omosessualità; No del Vaticano alla proposta Onu
- Notiziegay.it, 9 dic 08: Il Vaticano ci riprova, ma mente sapendo di mentire
- La moratoria internazionale promossa dalla Francia
I paesi e le leggi che condannano l'omosessualità
Enrico Oliari: "Meglio impiccati in Iran che sposati in Spagna"
Il Vaticano dice "no" alla moratoria proposta dalla Francia in materia di depenalizzazione internazionale dell'omosessualità
La Repubblica.it, 1 dic 08 - Depenalizzazione
dell'omosessualità; No del Vaticano alla proposta Onu
La richiesta è stata presentata dalla Francia: "La sua approvazione porterebbe
"alla gogna" gli Stati che non riconoscono le unioni gay"
Poi la Santa Sede: "Non difendiamo la pena di morte contro i gay"
Città del Vaticano - E' scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con
decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità.
Un' iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e
accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli
stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come
'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e
fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni
polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano.
Che, però, nella sostanza è tutt'altro che una retromarcia. "Nessuno vuole
difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi
che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la
proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si può
riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non
ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, può venire
considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio
paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla
gogna".
Toni non dissimili da quelli usati da monsignor Migliore che parla di "una
dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla
discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e
implacabili discriminazioni".
Durissima la replica dell'associazione Arcigay: "È di una gravità inaudita che
il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa
richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a
morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in
paesi sanguinari".
L'Arcigay ricorda che in decine di Paesi del mondo sono previste sanzioni,
torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali. "La
scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento
gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, -
conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica
bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di
morte e il carcere per le persone omosessuali".
Notiziegay.it, 9 dic 08: Il Vaticano ci riprova, ma mente sapendo di mentire
La nota di oggi del Vaticano:
ADNKronos, 9 dic 08
Osservatore romano, dai media falsità su Chiesa e diritti dei gay.
Dai media e' stata data una rappresentazione falsa della posizione della Chiesa
rispetto ai gay che e' motivata dal rifiuto di accettare il matrimonio fra
persone dello stesso sesso e quindi della possibilita' che adottino figli.
Analogamente la mancata firma alla Convenzione Onu in difesa dei disabili nasce
dalla volonta' di difendere il feto e quindi dal ''no'' all'aborto ribadito
anche in questa occasione. Alla vigilia delle celebrazioni per la ricorrenza dei
60 anni della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, l'Osservatore romano,
attraverso un intervento di Lucetta Scaraffia apparso sulla prima pagina del
giornale, puntualizza e conferma la posizione vaticana rispetto a diritti di
omosessuali e disabili.' 'In particolare i media -si legge sull'Osservatore
romano- non hanno in realta' dato conto del testo della proposta francese sull'omosessualita',
che pure e' breve, un testo da cui si sarebbe facilmente capito che
l'inserimento in esso di termini come 'discriminazioni' e 'pregiudizi', accanto
a parti ovviamente del tutto condivisibili come l'elenco dei comportamenti che
le Nazioni Unite devono denunciare ('arresto o detenzione arbitrarie, pena di
morte', 'trattamenti crudeli, inumani e degradanti'), rendeva di fatto questo
documento uno strumento per introdurre, nel contesto dei diritti umani da
rispettare obbligatoriamente, anche il matrimonio per le persone omosessuali, e
di conseguenza l'adozione di figli o la procreazione assistita''. L'articolo
della proposta francese 'incriminato' e' il numero 5, che recita: ''Siamo anche
preoccupati dal fatto che violenza, angherie, discriminazione, esclusione,
stigmatizzazione e pregiudizio siano diretti contro persone in tutti i paesi del
mondo a causa dell'orientamento sessuale o dell'identita' di genere, e che
queste pratiche minino l'integrita' e la dignita' delle persone soggette a
questi abusi''.
La malafede del Vaticano è provata dallo stesso testo della proposta francese
pubblicato su http://www.notiziegay.it/ che, come si può vedere, non parla in
nessun punto di matrimoni o adozioni per i gay:
La moratoria internazionale promossa dalla Francia
Notiziegay.it, 6 dic 08
Abbiamo l'onore di fare questa dichiarazione sui diritti umani, per
l’orientamento sessuale e l’identità di genere.
1 - Noi riaffermiamo il principio della universalità dei diritti umani, come
sancito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo il cui 60 °
anniversario si celebra quest'anno; l’articolo 1 proclama che "tutti gli esseri
umani sono nati liberi e uguali per dignità e diritti";
2 - Noi riaffermiamo che ogni persona ha diritto di godere dei diritti umani,
senza distinzione di alcun tipo, ad esempio, di razza, di colore, di sesso, di
lingua, di religione, di opinione politica o di altro, nazionalità o origine
sociale, proprietà, nascita o altro status, di cui all'articolo 2 della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e all'articolo 2 della
Convenzione internazionale per i diritti civili e politici, economici, sociali e
culturali, come pure all’articolo 26 della Convenzione internazionale sui
diritti civili e politici;
3 - Noi riaffermiamo il principio di non discriminazione che stabilisce che i
diritti umani vengano applicati ad ogni individuo, indipendentemente
dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;
4 - Siamo profondamente preoccupati dalle violazioni dei diritti umani e delle
libertà fondamentali sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di
genere;
5 – Siamo inoltre profondamente preoccupati per le violenze, le molestie, la
discriminazione, l’esclusione, la stigmatizzazione e il pregiudizio rivolti agli
individui in tutti i paesi del mondo a causa dell’orientamento sessuale o
dell’identità di genere e che tali pratiche compromettano l'integrità e la
dignità delle persone sottoposte a questi abusi;
6 - Noi condanniamo le violazioni dei diritti umani sulla base dell'orientamento
sessuale o dell’identità di genere, ovunque esse si verifichino, in particolare
l'uso della pena di morte, le esecuzioni extragiudiziarie, sommarie o
arbitrarie, la pratica della tortura e degli altri maltrattamenti o pene
crudeli, trattamenti o punizioni inumani e degradanti, arresti arbitrari o
detenzione e privazione dei diritti economici, sociali e culturali, compreso il
diritto alla salute;
7 – Noi ricordiamo la dichiarazione del 2006 fatta al Consiglio per i Diritti
Umani da cinquantaquattro paesi che chiedono al Presidente del Consiglio di
rendere possibile in un futuro opportuno una sessione del Consiglio per
discutere di queste violazioni;
8 – Noi lodiamo l’attenzione prestata a questi diritti per via delle speciali
procedure del Consiglio per i Diritti Umani e li incoraggiamo a continuare ad
arricchire l’esame delle violazioni dei diritti umani per orientamento sessuale
o identità di genere nei loro mandati di pertinenza;
9 - Accogliamo con favore l'adozione della
Risoluzione AG / RES. 2435 (XXXVIII-O/08) sul tema "Diritti umani, Orientamento
sessuale e identità di genere" dell’Assemblea generale dell’Organizzazione degli
Stati americani durante la sua 38a sessione del 3 giugno 2008;
10 – Noi chiediamo a tutti gli Stati e alle organi di rilevanza internazionale
per i diritti umani di impegnarsi a promuovere e sostenere i diritti umani di
tutte le persone, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dall’identità
di genere;
11 – Noi invitiamo gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie, in
particolare legislative o amministrative, a ché venga garantito che
l’orientamento sessuale o l’identità di genere non siano oggetto di sanzioni
penali, in particolare di esecuzioni, di arresti o di detenzione.
12 – Noi chiediamo agli Stati membri di garantire che le violazioni dei diritti
umani sulla base dell'orientamento sessuale o dell’identità di genere siano
indagati e che gli autori vengano ritenuti responsabili e sottoposti a giudizio;
13 – Noi chiediamo agli Stati membri di garantire un’adeguata difesa dei diritti umani e di rimuovere gli ostacoli che impediscono il loro funzionamento in materia di diritti per orientamento sessuale e identità di genere.